Zucchero Nero

20/08/16

Nan Goldin

"Era una questione di completezza, di metterci dentro tutto quello che sapeva. Come la sua mania di prendere nota di ogni cosa. Nei nostri incontri lo faceva sempre. Prendeva appunti, addirittura mentre parlavamo”. La scrittrice Linda Yablonsky, amica di Nan Goldin dai primi anni Ottanta, è dello stesso avviso. “Quando ho visto Ballad, la forza concentrata delle immagini mi ha ferita, tutta quella bellezza, quel dolore, e ho pianto”, racconta. “Conoscevo quelle persone, e lei le ha colte perfettamente. Di solito in foto le persone non sembrano mai veramente se stesse. In Ballad, sì”."
nan-goldin
nan-goldin
nan-goldin
nan-goldin
nan-goldin
nan-goldin
"Quell’'epoca che va dall’'alba del glam all'’irruzione del punk viene ricordata come si ricorda una festa, attraverso scatti casuali di persone che fanno smorfie, storditi dalle droghe e dall’'alcol, in abbigliamento camp. La genialità di The Ballad of Sexual Dependency, forse la più approfondita cronaca visiva di quel periodo, è un po’ casuale. Nan Goldin immortalava i suoi amici trendy per amore e per paura, per preservarne l’'essenza, per impedire che la abbandonassero senza lasciare tracce. Per una di quelle felici e misteriose coincidenze che distinguono gli artisti dagli aspiranti tali, la Goldin aveva la fortuna di possedere un occhio incredibile per le molte sfumature della realtà che la circondava. Le sue foto non solo rendevano giustizia a qualsiasi posa volessero assumere i suoi amici, ma catturavano anche le emozioni a volte incongrue che ispiravano quelle pose. Libera dalle preoccupazioni economiche che caratterizzano l’'opera degli artisti in carriera, Nan Goldin poteva essere la ragazza con la macchina fotografica, l’amica a cui tutti si rivolgevano istintivamente nei momenti di gioia, di tristezza, o di desiderio, sapendo che quegli stati d'’animo non sarebbero stati distorti dal suo obiettivo. Se avessero immaginato che le loro smorfie sarebbero finite sulle pareti di una galleria, forse non si sarebbero concessi con tanta convinzione."
Testo di Dennis Cooper tratto da qui.

15/08/16

Corri o ti aspetta la fine

gli alberi gridano

"Body and soul can never be married. I need to become who I already am and will bellow forever at this incongruity which has committed me to hell."
Sarah Kane

Divani di Oblomov ricoperti di spine. Oblomov corre risorto. Lame affilate a trafiggere tutto. Piove carbone dal cielo. Oblomov in trappola non sa dove andare. Se son peggio le lame o le spine. Gli alberi gridano oscuri presagi. Tu non sei legno, gli urlano in faccia, ma continua a rimanere immobile e lo diventerai. Sei un Pinocchio al contrario, corri o ti aspetta la fine.

29/07/16

Janet Frame

"Poi riemergo disincarnata dal buio per afferrarmi e aggrapparmi a me stessa come un parassita senza casa alla forma della mia identità e alla sua posizione nello spazio e nel tempo. Dapprima non riesco a trovare la strada, non riesco a trovare me stessa dove mi sono lasciata, qualcuno ha cancellato ogni traccia di me."
Janet Frame, Volti nell'acqua

"Sentì il mondo oscurarsi in un rifiuto improvviso e si ritrovò a battere le ali contro la porta di quel buio, ma non venne ad aprire nessuno; a dire il vero, nessuno la sentì."
Janet Frame, Verso un'altra estate

15/07/16

La grande abbuffata di luce fittizia

Nero era il giorno in cui Gretel s'illuse. C'era una casa di marzapane, un'amabile strega e del cibo, tanto cibo, infinito cibo. Gretel affamata quel giorno s'illuse. Gretel abbandonata nel bosco da lei stessa, Gretel sorella di Nessuno, Gretel divenuta ingorda ingoiava quella luce fittizia, ingoiava ed ingoiava, come tutti. Tutti gli ospiti dell'amabile strega si ingozzavano con cupidigia. Mangiavano i muri, le porte, le teiere, i soprammobili, le birre, le passeggiate per strada, il fresco della sera, gli scherzi e le risa, i vestiti nuovi, gli smalti, le serie tv, i caffè al bar, tutto era fatto di zucchero ed ognuno aveva il suo dolciume preferito per rimandare il reale. Nessuno capiva che quella grande abbuffata era in realtà un suicidio lentissimo: mangiando, divoravano loro stessi, le loro stesse vite.

Nessuno se ne accorse.
Nessuno s'era rifiutato di mangiare quel cibo fittizio, diventando invisibile. Nessuno era così debole, ma si dimostrò il più forte di tutti. Nonostante fosse marcio, disgustoso, detestabile, insignificante, era l'unico ospite della casa di marzapane che aveva avuto abbastanza coraggio da guardare in faccia la Verità.

La Verità era immensa, goffa, ingombrante, sbatteva sulle facce di tutti. Qualcuno si lasciava schiacciare dal suo peso e rimaneva inerme. In molti la spingevano via, fingendo che non esistesse. In fondo, era troppo comodo continuare a mangiare e lasciare che il proprio tempo finisse.

(Illustrazione di Jesse Schaller)

18/02/16

A cosa serve la letteratura?

a-cosa-serve-la-letteratura
Secondo voi, a cosa serve la letteratura?
A procurarsi del cibo? A migliorare la longevità? A velocizzare i rituali di corteggiamento con conseguente perpetuazione della specie? Certo, non si può negare che recitare Cecco Angiolieri a memoria sia un'efficace esca per fanciulle. Però da lì a figliare ce ne passa.

E non mi basta pensare che tutta l'arte sia indissolubilmente legata all'inutilità, come diceva Wilde. Le altre forme d'arte hanno comunque un fine pratico. Mettiamo per un momento da parte quel pulsare del cuore, quel volo, quel guizzo interno che sentiamo di fronte ad un'opera che ci coinvolge. La musica e la danza possono servire ad intrattenere, l'oggetto artistico può essere un'investimento o uno status symbol (pensate anche solo al Rinascimento e al prestigio di cui certi edifici religiosi si sono appropriati grazie all'arte), la fotografia può avere finalità pubblicitarie o documentative. E la letteratura? Di sicuro non è intrattenimento, perché i libri che servono ad ammazzare il tempo non sono letteratura, ma meri passatempi da sala d'attesa. Utili, per carità, ma non stiamo parlando di loro in questo momento.

Non fraintendetemi, mi è molto chiaro a cosa serva la letteratura A ME, però non mi è chiaro a cosa serva all'essere umano in generale. Intendo, all'essere umano che, secondo il paradigma comune di umanità, funziona bene. Che non se ne sta nascosto in un cantuccio a porsi quesiti esistenziali, che non si fa sconvolgere le giornate dai voli pindarici, quel tipo di essere umano che nasce, cresce, produce, si riproduce e muore senza batter ciglio. Senza alcun bisogno di lirismo, se capite cosa intendo.

Immaginate l'umanità come un alveare. C'è l'ape regina che, per sua natura, si occupa di fare le uova, ci sono le api operaie che si affaccendano, ci sono le api guardiane che controllano l'alveare, e poi ci sono le api letterate che, anziché operare, affaccendarsi o controllare, se ne stanno nascoste sotto ad un fiore a scribacchiare. O magari operano e si affaccendano, ma controvoglia, e non vedono l'ora di potersi fiondare sotto ad un fiore per  leggere ciò che le altre api letterate hanno scritto, e sono così felici di farlo. Magari qualcuna di loro è un'ex ape operaia e ha vissuto esperienze incredibili, e le scrive. E le altre api potranno interessarsi a tali scritti e capire in modo più profondo la loro essenza di insetto a righe che produce miele, e tutto questo è davvero romantico. Ma, ai fini pratici, se le api letterate sparissero all'improvviso, l'alveare continuerebbe ad andare avanti.

Tutto sommato, sembrerebbe che la letteratura sia utile solo agli esseri umani che non funzionano bene. Quelli che, invece di provar piacere nel produrre, fare uova, far la guardia o occuparsi di qualsiasi altra attività socialmente utile, vanno in brodo di giuggiole nello sfogliare le sfumature del pensiero, che in verità equivale allo stare fisicamente fermi. E l'immobilità, come sappiamo, è sbagliata. E il pensiero, come sappiamo, non esiste. E' orribile. Ditemi che mi sto sbagliando e che esiste una spiegazione migliore dell'essere amanti della non-esistenza.

Lo so, lo so a cosa state pensando. Questa è diventata scema, fa domande del cazzo e parla di insetti, chissà cosa le è successo durante questa lunga assenza dal blog, magari si è unita a Scientology che le ha fatto il lavaggio del cervello e ora si metterà a parlare di alieni, oltre che di api. Oh cielo, dov'è il tasto x?
Template and contents © Zucchero Nero • Powered by Blogger