Zucchero Nero
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27/09/11

Cellulare vintage

Il mio bellissimo cellulare vintage, ahimè, sta per morire. Prima che avvenga il completo decesso ci tenevo a mostrarlo per vantarmene un pò. Prego, ammirate questo splendido spettro di Nokia.
cellulare
Privo di cover, la tastiera è comodamente incollata con lo scotch sotto al quale numerosi granelli di sabbia finiti lì per sbaglio danno la sensazione di portare il mare sempre in tasca. Prego, ammirate. Cellulare vintage perfettamente funzionante che telefona, invia sms e fa il caffè. Funge anche da accendi risata. Ogni qualvolta lo tirerete fuori dalla borsa, infatti, la gente che vi circonda scoppierà a ridere nel vederlo. Davvero comodo. Mi si spezza il cuore a dovermene separare, ma si spegne da solo sempre più spesso. Temo che i granelli di sabbia si siano ficcati veramente in fondo. Io mi domando come reagirebbe un eventuale ladro nel tentare di derubarmi il telefono e ritrovarsi questa roba. Sono certa che tornerebbe indietro anche solo per darmi una pacca sulla spalla.

Piccoli attimi di gloria

pucci
- Finire un sito.
- Risolvere il problema dell'ingombro del telo mare utilizzando una sciarpina poggia culo.
- Accorgerti che non hai più mal di testa.
- Accorgerti che non hai neanche finito le sigarette.
- Avere la certezza che nonostante tutto cambi, nonostante i palazzi brucino e la gente muoia, continuerai sempre e comunque a svegliarti con quel delizioso ui ui ui.

Bisogna festeggiare.


Azz, che faccia da culo ho mentre accendo le sigarette.

26/09/11

Farfalle d'argento


Dicono che a furia di fingere si diventa uguali alla propria maschera. Non so se ho voglia di diventare la persona che fingo di essere. Nel dubbio continuerò a fotografare farfalle d'argento e a sognare mondi perfetti, case a testa in giù con un lago nel soffitto capovolto con Spannung risorto che nuota al nostro fianco, alte maree eterne, uomini di sabbia, cuori immortali, destrieri bianchi sui quali fuggire.

25/09/11

Oh Madonna

Un pomeriggio di una soleggiata domenica abbiamo deciso di andare a prendere un gelato. Con mia grande sorpresa mi accorgo che, oltre a noi, l'idea della passeggiata in centro era venuta anche ad una statua. Nell'osservare la sua espressione infelice mi è improvvisamente lampeggiata in testa la risposta ad una domanda che mi ponevo da tempo. Perchè la maggior parte dei cattolici sono stronzi?
madonna
La risposta è ovvia. Per scegliere di  continuare ad essere cattolici bisogna non essere dotati di empatia. E' un dato di fatto, pensateci un attimo. Tra uomini brutalmente crocifissi (Gesù) o infilzati dalle frecce (san Sebastiano) o senza occhi (santa Lucia) o bolliti in un pentolone (san Vito) e diverse madonne sofferenti, si rischia come minimo di farsi andare il gelato di traverso. Lasciate perdere i misteri della fede e andate al concreto, per piacere. Ascoltatemi: per preoccuparsi di come stanno gli altri bisogna essere molto empatici. Dunque, se non sei empatico, sei tendenzialmente egoista. E quindi stronzo. Se tutti i non empatici sono stronzi e i cattolici non sono empatici, i cattolici sono stronzi. Lineare, direi.

24/09/11

Due


Tutte e due erano da un'altra parte. La bella era appesa nell'iperuranio e fantasticava intrecciando raggi di sole immaginari. La bestia marciva nel più profondo sottosuolo in assoluto silenzio. Una specie di doppio viaggio astrale verso l'alto e verso il basso. Viene da chiedersi cosa sia rimasto sulla Terra. La gente vede due in una. Io non vedo ancora niente.

23/09/11

La torre azzurra


Ho sognato di dormire su un letto appeso con un fragile gancio al soffitto di una torre altissima. Era tutto azzurro intorno. Al ritorno da un concerto entravo dalla finestra dell'ultimo piano per andare a dormire. Il gancio che reggeva il letto scricchiolava. Ho sognato che non me ne importava un accidente di cadere.








22/09/11

Vola mio mini pony

"Padre Pluche dice che io in realtà dovevo essere un animaletto di plastica, ma poi c'è stato un errore, e così son arrivata qui, ma non è esattamente qui che dovevano posarmi, e così adesso è tutto un po' difficile, è normale che io non tolleri il castano, devo avere molta pazienza e aspettare, è una cosa complicata, si capisce, sopportare i colori da essere umano..." Alessandro Barocco, Le morgane al mare
pony
Quante avventure tu vivrai!
Le treccine fatte da Pio
L'altro giorno Pio mi ha fatto delle treccine color minipony. Di cui una a forma di marshmallow. Vado molto fiera della mia piccola criniera di stoffa. Mi aiuta a non sentirmi troppo cessa in questo strascico d'estate durante il quale non posso colorarmi perchè al mare mi squaglierei. I recenti temporali sono del tutto irrilevanti, l'estate non finirà prima di ottobre, ve lo dico io. E siccome intendo vagare a lungo sott'acqua alla ricerca dello spettro di Spannung, le mie treccine minipony il cui colore non si squaglia mi saranno molto utili per il mio equilibrio psichico. C'è gente che per star bene con sè stessa si imbratta di fondotinta fino al midollo, gente che indossa vestiti firmati, gente che ha bisogno di piastrarsi, tatuarsi, tagliarsi, rincitrullirsi, vantarsi, ubriacarsi, drogarsi, spararsi. Io necessito solo di una criniera colorata e tante caramelle. Ohimè, natura, madre di parto ma di voler matrigna, perchè mi hai fatto i capelli castani? Perchè non mi hai fatta turchina o magari albina?





Ecco come diventano i capelli blu dopo UNA giornata di mare


L'insostenibile leggerezza dell'essere


Je suis un homme et je mesure
toute l'horreur de ma nature.

21/09/11

Più lontana della luna



Ci sono persone fatte per vivere, altre fatte per correre. Io faccio parte della seconda categoria. La mia natura vuole che io attraversi i luoghi, gli eventi, il tempo, ogni cosa in groppa ad un cavallo bianco senza fermarmi mai, rincorrendo chissà cosa. Il punto non è cosa rincorro. Il punto è correre, correre, continuare a correre. Quando ho letto "Più lontana della luna" mi sono resa conto di questo meccanismo ed ogni nuovo miraggio  mi è apparso insignificante. Ho iniziato ad ignorare la luce delle stelle che una volta rincorrevo, e ho continuato segretamente a correre, sempre più forte. Se capite cosa intendo, per correre. A che servono le stelle, se tanto in realtà non le vuoi. Corri, continua a correre e infischiatene dove finirai.

20/09/11

Spider Morg


Gente che mi fotografa mentre parlo al telefono. Notare la pelle color cacca di cavallo e il colore improponibile dei capelli. Questa estate sono veramente un cesso. L'unica cosa buona dell'inverno è che potrò tingermi i capelli senza che sbianchino tutte le volte che vado al mare. Adesso non avrebbe senso metterci impegno. Il colore dei capelli è di vitale importanza per autoconvincermi di essere un essere umano e non un gabinetto ambulante. Spider Morg, Spider Morg, il cervello tu ti port..

19/09/11

L'importanza di chiamarsi porco

Stavo pensando (?!) al concetto di maiale. Stiamo lì a dar del porco alla gente e alle divinità come se nulla fosse, ma perchè poi proprio il maiale? Cos'avrà fatto di male? L'altro giorno, mentre mangiavo del bacon,  riflettevo sui maiali ponendomi una serie di domande. Il bacon mi ha proposto un accordo: mi avrebbe raccontato la vera storia del porco a condizione che io lo risparmiassi. Ho accettato. Il bacon mi ha raccontato la storia, successivamente ha preparato un fagotto, mi ha salutata con una lacrimuccia ed è partito verso nuove avventure. Se vedete un pezzo di bacon vagare per le strade, per favore, non mangiatelo, è mio amico. Per impietosirvi e spezzare il vostro sfrigoloso cuoricino vi racconterò la sua storia.



C'era una volta l'ultimo maiale sulla terra. Era bellissimo. Faceva ui ui ui. E grande, veramente grande, aveva quel faccione gigantesco col naso rotondo, e verrebbe voglia di strapazzarlo tutto ma nessuno si avvicinava perchè.. puzzava. Il maiale si vergognava molto di tale inconveniente, ma non poteva fare altrimenti. Ogni tanto strillava ai passanti: anche tu puzzeresti se vivessi in un porcile piccino e fossi costretto a cagare nello stesso posto in cui vivi! E ogni tanto strillava al contadino: ti prego, permettimi di fare una doccia! Ma nessuno lo ascoltava. Il maiale era davvero un bravo animale. Era intelligente, mangiava il giusto, non faceva i capricci, sorrideva, grugniva, si accoppiava,  faceva la sua vita da maiale, insomma, cose così.

Spesso chiacchierava col figlio del contadino, Pirla, un ragazzetto grassoccio che andava a confidarsi col maiale chiedendo dei consigli in merito ai suoi problemi di erezione. Il maiale era dispiaciuto nel constatare che Pirla facesse una vita così  deprimente e così gli dava tanti buoni consigli, che il ragazzetto non ascoltava mai. Pirla si ostinava a non lavarsi, ad ingozzarsi di merendine e a tentare di accoppiarsi a caso con ogni ragazzina che gli capitava a tiro. Il maiale ogni giorno gli diceva: ma perchè, Pirla, perchè fai così? Mangia cibo sano come faccio io, ti fa bene. Accoppiati solo con una persona, avrai orgasmi molto lunghi, come me, la tua vita sessuale sarà serena e starai bene con te stesso. Pirla, lavati, tu che puoi. Ti prego. Puzzi più di me, Pirla. A nulla servivano le parole del saggio maiale. Pirla si ostinava ad ingozzarsi, ad accoppiarsi a caso (con pessimi risultati) e a non lavarsi mai.

Un giorno il buon dio (?!) si accorse che la terra era sovraffollata e decise di allagare tutto per affogare un pò di roba. Così incaricò Noe di recuperare una coppia di bestie per ogni specie e di ficcarle tutte dentro ad una nave. Il buon dio ebbe cura di specificare di far attenzione al maiale, perchè era una specie alla quale teneva molto e di maschio ne era rimasto uno solo. Il buon dio diede l'indirizzo del maiale a Noe e minacciò di fulminarlo nel caso in cui non glielo avesse portato.

Noe si recò nella fattoria nella quale si trovava il maiale in questione. Chiese al contadino dove fosse il maiale ed egli indicò il porcile dicendo che stava giusto conversando con suo figlio. Noe, vista l'età, aveva dei notevoli problemi di vista. Non riuscendo a riconoscere il maiale dal ragazzo li annusò, ma puzzavano entrambi. Così li portò con sè e segnò i loro nomi nel librone con un punto interrogativo. Ci avrebbe pensato dopo a capire quale dei due fosse il maiale e quale l'essere inutile.

Sulla nave, nella confusione, i figli di Noe chiamavano Pirla il maiale e Maiale il ragazzo. La parola "maiale" rintuonava di continuo perchè tutti sgridavano la cattiva condotta di Pirla, che si ingozzava con le scarse provviste, tentava di accoppiarsi a caso con qualunque bestia e.. puzzava. Il maiale, constatando che il suo nome veniva ormai associato a quel cattivo ragazzo, si sentì un pò offeso. Ma era troppo buono per arrabbiarsi. Così continuò a mangiare il giusto, a non fare i capricci, a sorridere, a grugnire, ad accoppiarsi,  a fare la sua vita da maiale, insomma, cose così.

Da quel momento chiamiamo pirla le persone buone e diamo del maiale a chi si comporta in maniera ingorda o immorale. E puzza. I problemi di erezione non sono inclusi nella definizione di maiale perchè all'epoca le femmine erano molto discrete e di certo Pirla non ne parlava in giro. Ma il pezzo di bacon lo sapeva perchè il maiale, nonostante fosse troppo buono per fare la spia, aveva confidato la faccenda a suo figlio, un bravo porcellino che mantenne il segreto e raccontò a sua volta la storia solo al figlio, e il figlio a suo figlio, e così via.

A quel punto ho chiesto al bacon come mai avesse deciso di raccontare a me la storia segreta di Pirla, considerando che non sono sua figlia. Il bacon ha sorriso, amareggiato. Io non ho figli, mi ha detto. Ed è fuggito.

17/09/11

Sookie and her precious fairy vagina

true blood rolling stones sookie bill eric
True Blood : Sookie, Bill ed Eric sulla copertina di Rolling Stones
Segue momento trash. Consiglio caldamente di passare oltre.

 A proposito di True Blood, sto iniziando ad avere una passione insana per i miei momenti trash.  Mi rendo conto di essere un pò bacchettona in merito alla scelta di libri e film, sono convinta che il cibo per la mente vada scelto con cura per evitare di ritrovarsi una discarica al posto del cervello. Mangiare schifezze non mi disturba, pensare schifezze mi dispiacerebbe parecchio.

15/09/11

Blu illusione

"L'occhio di colui che sogna ideali, che esige illusioni, cerca veli nei tramonti, è generalmente blandito dal turchino e dai suoi derivati quali il malva, il lilla, il grigio perla, purchè tuttavia siano attenuati e non varchino il limite oltre il quale perdono la loro personalità e si trasformano in puri viola o in grigi decisi."
Joris-Karl Huysmans, A ritroso

14/09/11

Bel culo

Isabella Santacroce

"Isabella Santacroce ha troppo un bel culo perchè si riconosca che ha scritto un capolavoro."
Norino Balzacchi

13/09/11

Il gatto che voleva morire

Questa simpatica bestiola ha tanta voglia di morire. Non ho mai conosciuto un animale così cocciuto nel tentare di farsi ammazzare, sul serio. Non è colpa sua. Il punto è che la casa in cui vivo ha il potere di far impazzire ogni essere vivente che ci abita. L'alberello è morto, la coniglia tentava di uccidersi mangiando la Repubblica, Groucho si sarebbe suicidato volentieri mangiando e gli esseri umani che sono passati di quì, ve lo garantisco, non stanno tanto bene. Me compresa. L'altro giorno eravamo in cucina, stavo torturando una rosa appassita e ho detto "Toh, questa rosa è morta." e il mio coinquilino ha risposto "Beata lei." Dunque, non è colpa del gatto se tenta di morire in tutti i modi. E non ci sarebbe nemmeno da stupirsene, se solo non avesse escogitato uno stratagemma di morte veramente astuto ed originale: farsi ammazzare dalla sottoscritta.

11/09/11

Il concetto di altro

Quando ero molto piccola continuavo a chiedermi se il mondo intorno a me fosse reale. Ritenevo di trovarmi in una specie di Truman Show senza telecamere. E poi nemmeno sapevo cosa fosse, una telecamera. Mi risultava difficile convincermi che anche gli altri fossero dei piccoli universi di percezioni, che anche gli altri scrutassero il mondo attraverso due finestre di nome occhi. Era per me un grande dilemma.

10/09/11

Sotto l'acqua

morgane subacquee
L'autunno incombente porta con sè una serie di rinunce. Il volo, per esempio. Sotto l'acqua ho sempre la sensazione di volare. E col freddo non è possibile farlo. Oppure il sole, che un pò si spegne. La metereopatia, il buio, i giorni accorciati, i maglioni da soffocamento e tutto il resto. Questa volta settembre non mi appare del tutto feroce. Sembra che gli ultimi brandelli della mia vita precedente si stiano staccando piano piano. Così, se tutto sarà diverso, se tutto sarà il contrario di tutto, probabilmente il gelo diventerà caldo, lucente, impeccabile.

02/09/11

Quel movimento nell'acqua affilata


Squilibri biochimici le incastrarono caleidoscopi terrificanti dentro le iridi e tutto sommato continuava a nuotare dentro alla boccia di vetri rotti. Quel movimento nell'acqua affilata le ricordava il battito d'ali. Quel movimento nell'acqua affilata le ricordava la sensazione del volo.

01/09/11

Crisi economica: la parabola del contadino


"Un contadino ha un campo di grano e produce pasta e pane. Un secondo contadino ha un frutteto. Un allevatore ha un gregge di pecore e produce latte e formaggi. Un artigiano realizza mobili in legno, un altro fila la lana e tesse indumenti. Quello che ha il pane ne scambia una parte con il formaggio dell’allevatore e con i maglioni del secondo artigiano. Quello che ha la frutta ne scambia un po’ con un tavolo e quattro sedie, e con qualche chilo di pasta. Ognuno produce qualcosa e tutti insieme hanno le cose essenziali per vivere. La natura, del resto, nel medio termine si può considerare prevedibile: se un anno c’è meno frutta, l’anno dopo ce ne sarà di più.

Arriva uno speculatore che, promettendo di scambiare nuovi beni, si prende un po’ di pane, un po’ di frutta, un po’ di latte e un po’ di formaggio. Non restandone più a sufficienza per tutti, scambia quello che ha preso con chi ne ha bisogno ma, data la scarsità di beni che ne deriva, pretende da ciascuno un corrispettivo maggiore di indumenti, di sedie, di pane, di formaggio… Se l’allevatore, mettiamo, non riesce a far fronte alle richieste, perché non dispone di risorse sufficienti a coprire l’aumento artificiale del fabbisogno, lo speculatore gli concede lo stesso il pane e tutto il resto, ma lo impegna a versare l’ammanco ipotecando il formaggio che non è ancora stato prodotto. Lo indebita. Arriva un secondo speculatore e si prende la restante parte della produzione locale. I contadini, gli artigiani e l’allevatore accettano, perché hanno bisogno di compensare la carestia indotta, cercando di produrre di più nel disperato tentativo di entrare subito in possesso di ciò che viene improvvisamente loro a mancare.

 A questo punto, tutti i beni disponibili sono nelle mani dei due speculatori, i quali sono liberi di decidere come, a chi e per quanto scambiarli. Fanno i prezzi, esigono sempre di più e indebitano progressivamente i contadini, gli artigiani e l’allevatore che ora non producono più per vivere, ma vivono per produrre una quantità sufficiente, sempre maggiore, di cibo e di beni, che possa soddisfare le richieste degli speculatori.

Con l’arrivo di un terzo speculatore, proveniente da terre lontane, che a sua volta ha indebitato altri artigiani, altri allevatori e altri contadini, i tre iniziano a riunirsi periodicamente per scambiarsi i debiti dei produttori, scommettendo sulla loro capacità di ripagarli con perseveranza, senza morire di inedia. Senza fallire. Quando gli speculatori, tra di loro, esagerano con le speculazioni, scommettendo sulla capacità di ripianare il debito di un allevatore che muore di infarto, per esempio a causa dell’eccessivo lavoro, perdono parte dei loro crediti, che poi sono i debiti di chi produce i beni reali. Così dichiarano ufficialmente l’apertura della crisi. Lo stato di crisi, dicono, richiede ai contadini di produrre più grano e più frutta, agli allevatori di produrre più latte, agli artigiani di fabbricare più tavoli e più indumenti e così via. Altrimenti verrà loro richiesto di saldare i loro debiti immediatamente, e poiché è chiaro che non possono farlo, le loro fattorie verranno espropriate, i loro allevamenti confiscati e moriranno di fame.

 Ma la crisi non è dei contadini, che continuano a produrre il grano e la frutta che producevano all’inizio. Non è degli allevatori, che hanno sempre lo stesso numero di pecore, anzi di più, e dunque producono la stessa quantità di formaggi e di latte. Non è di chi fabbrica i mobili sempre alla stessa maniera, né di chi tesse indumenti esattamente come faceva una volta.

No: sono gli speculatori ad essere in crisi, non i produttori. E’ il loro meccanismo di inflazione programmata dei prezzi per i beni di prima necessità ad essersi gonfiato fino ad esplodere. La loro ingordigia, il loro universo artificiale, il mondo parallelo e immaginario che hanno costruito accanto a quello reale: è tutto e solo questo ad essere andato in crisi.

Finì che i contadini, gli allevatori e gli artigiani mandarono affanculo gli speculatori e ricominciarono a scambiarsi il pane, il latte, il formaggio, i mobili e i vestiti tra di loro, lasciando gli speculatori al loro meritato destino."
Fonte: Byoblu.com


crisi economica
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