Zucchero Nero
PortfolioArteLibriDiarioContatti

31/12/11

La morte del 2011

Il succo del mio 2011:
Corvi. Confondere le materie. Tè. Secchi di meduse. Resurrezione di Bambi. Succo di mela al Politeama. Febo. Ozzy. Seby se ne va. Farfalle d'argento. Davi. Il mare si rompe. Due bare. Mare. Teschi di sabbia. Desty. Lindt. L'angioletto. Titti. Lupo cecoslovacco. Il Jquery. Ilenia. Tè. Martina e i gomitoli. I film di Alessandro. Aereo perso. Il tarlo del dubbio. Carote in accademia. Cancellare le tracce. Finale col botto.
   
Capelli blu e rossiccio
Il più bel libro:
"Il castello" di Kafka

Il più bel film:
"I'm a Cyborg but that's ok"

Colori di capelli cambiati:
Rosso fuoco
Fucsia - violetto - bluastro
Biondiccio maculato
Blu-verde e grigio
Grigio topo
Blu e rossiccio
Giallo canarino

Buoni propositi per il prossimo anno:
Piantarla di guardarmi intorno.

Cara me
Cara me stessa del futuro, l'ultima volta che ti ho scritto ti ho trovata abbastanza in forma, così ti riscrivo. Vedi di non far danni oggi, controlla bene l'orologio, non arrivare in ritardo, non fare i tuoi soliti disastri, insomma per piacere fà in modo che io non debba vergognarmi di te, ok? Dai, su. Ce la puoi fare anche stavolta.

30/12/11

La prigionia della dualità

Foto di Angela Bacon
Sino a quando rimarrete prigionieri del mondo delle dualità, sarete asserviti al desiderio del loro aspetto felice alla paura del loro aspetto doloroso. È un vicolo cieco. Il cammino consiste nella scoperta dell'energia nella sua forma non ancora divisa in polarità contrarie: unicamente la potenza della vita. Se non avete più paura di voi stessi, se voi siete fedeli a voi stessi per quello che siete ogni giorno, potete scoprire in voi la vita non duale.[...]

Quando avrete potuto scoprire in voi uno stato dell'essere senza conflitto, saprete che la realtà ultima è al di qua della polarità. Più avete paura della ricchezza, della pienezza, della potenza della vita, più diventate schiavi della testa e dei pensieri. La mente è essenzialmente il frutto di questa paura di vivere. Vi rifugiate in un mondo di idee perché in tale mondo soggettivo potete fare quello che volete. I pensieri corrispondono a nostre tendenze ripetitive che possiamo indefinitamente rimuginare. Più si vive meno si pensa, più si pensa meno si vive. E coloro che sono assillati dalle fantasie della mente, tagliati fuori dalla realtà, possono intendere anche questo messaggio: l'importante non è pensare, l'importante è sentire.[...]

Che siamo uomini o donne, meno osiamo vivere e sentire, e più ci rifugiamo nell'aspetto maschile dell'esistenza e cerchiamo di agire, di fare qualche cosa, di fare sempre qualche cosa; è il contrario della meditazione, della contemplazione, la nevrosi dell'attivismo. [...] Più privilegiate l'aspetto maschile sull'aspetto femminile, più vi impedite di sentire e vi condannate a pensare. Ma i valori maschili dell'attività hanno qualcosa di rassicurante, fosse pure in maniera nevrotica. Mentre i valori femminili, detti di apertura, hanno una dimensione in qualche modo spaventosa. A che mi aprirò? I valori della recettività e dell'accoglienza sembrano pericolosi! E se mi apro a ciò che si esprime in me stesso è altrettanto pericoloso. [...] Vivere significa fare spazio il più presto possibile e nel modo più completo possibile ai valori femminili, e domandarci che senso diamo noi alla parola 'apertura'. Sviluppare i valori femminili della ricettività e dell'accettazione significa svilupparli in tutti i modi. Consiste nel non proteggersi più.

Tratto da "L'audacia di vivere", Arnaud Desjardins

29/12/11

Sicilian language

I've sicilian blood. Va caca.
In Sicily you can be confused about the language. Here we speak italian but we have a dialect that is hard to understand even for other italians that do not live in Sicily. Sometimes it's hard for me too and I'm sicilian... But don't worry, the most part of sicilian people can speack Italian too and someone can speack English, so for communication with us you don't need smoke signals.

By the way, our dialect can be funny for you. There are a lots of strange expressions. "Va caca" is one of this, generally accompanied with a funny movement of right hand. "Va caca" is literally "go to shit", but we use it as your "go to hell".

I'm sorry for my bad English. You can easily learn the correct use of "va caca" with this video.


Scusate, son capitata sul canale di ItalianLessons101 e volevo presentarvi questi buffi individui in maniera originale. Io li trovo adorabili! Qualcuno dovrebbe avvertirli che termini come "va caca" oppure "facciamo corna" non fanno parte del gergo italiano.

28/12/11

La nostra relazione è in crisi

La nostra relazione è in crisi, e anche tutto il resto.

Siamo assenza che si sottrae allo specchio.
Non guardiamoci dentro, o troveremo il vuoto, dice lei. La sveglia. La sveglia suona a mezzogiorno. Le tapparelle sono ancora abbassate. Il letto. Il letto è ancora sfatto. E' vuoto. E' tutto ciò che può essere riempito.




Siamo esseri imperfetti. Perseguiamo il tutto per ottenere il nulla.

Ci ostiniamo a scrutare oltre il fuoco dei giorni per ritrovarci poi trafitti dalla disperazione di un solo istante. Gesù Cristo. Gesù Cristo scelse liberamente la propria passione. Noi la nostra continuiamo a crederla di privilegio. E d'altronde è l'ora dell'imbrunire, quando non si distingue il cane dal lupo.


Con Carola Minincleri, Enrico Corradini, Luca Nichetti, Anna Novello. Regia e front man Gianmarco Busetto. Testo liberamente tratto da "Le usanze dei rivoluzionari ai tempi del coma" di Gianmarco Busetto.

27/12/11

L'identità


identita
Foto di Angela Bacon

E se gli capitasse di perdere quell'unico essere che lo lega al resto dell'umanità? Non pensava alla morte di Chantal, ma a qualcosa di più sottile, di inafferrabile, la cui prospettiva lo tormentava già da un bel pò: pensava che un giorno avrebbe potuto non riconoscerla più, che un giorno si sarebbe accorto che Chantal non era la sua Chantal con cui aveva vissuto, bensì la donna che sulla spiaggia aveva scambiato per lei; che la certezza rappresentata per lui da Chantal si sarebbe rivelata illusoria, e che lei gli sarebbe diventata indifferente come chiunque altro.

Chantal mise una mano sopra la sua: <<Che cos'hai? Sei di nuovo triste. Da qualche giorno ho notato che sei triste. Che cosa c'è?>>
<<Niente. Proprio niente.>>
<<E invece sì. Dai, che cos'è che ti rende così triste?>>
<<Ho immaginato che tu eri un'altra.>>
<<In che senso?>>
<<Che eri diversa da come t'immagino io. Che mi ero ingannato sulla tua identità.>>
<<Non capisco.>>
Lui pensava ad una pila di reggiseni. Un ridicolo, triste mucchietto di reggiseni. Ma ecco che attraverso quella visione riaffiorava il vero volto di Chantal seduta di fronte a lui. Sentiva il contatto della sua mano, e l'impressione di avere davanti a sè un estraneo o un traditore si andava rapidamente cancellando. Le sorrise: <<Lascia perdere. Fa' conto che non abbia detto niente>>.

Tratto da "L'identità" di Milan Kundera

26/12/11

Andrey Razoomovsky photography

Andrey Razoomovsky
Andrey Razoomovsky
I russi sono proprio avanti, non c'è niente da fare. Queste foto sono di Andrey Razoomovsky.

La maggior parte delle sue foto non mi piacciono, non gradisco l'abbinamento tra l'espressione del viso zoccoleggiante e le megatettone e chiappe al vento, lo trovo volgare, insomma la fotografia erotica può essere molto bella, però il troppo stroppia, almeno secondo me. Ovviamente non ho riportato in questo post le foto che non mi piacciono ma vi linko gli album:

  • Milk. Queste foto sono proprio belle, le modelle sono vestite di latte.
  • Horse, la donna-cavalla. Credo esista una pratica sessuale che consiste nel travestire la donna da cavallo e trattarla da tale.
  • Gothic. Che idea malata del gothic è mai questa? Boh.
  • Roba erotica a caso della quale non ho capito il filo conduttore.
  • Ritratti, davvero belli.
Andrey ha un qualcosa di geniale e le foto in cui non esagera mi piacciono molto. Son convinta che se non ci fosse un abisso tra il mio ideale estetico di donna alla Jock Sturges e il suo, mi innamorerei di tutte le sue foto.

25/12/11

Simone Martini, Madonna col Bambino

In occasione del Santo Natale, vorrei condividere con voi l'analisi dettagliata della Madonna col Bambino, una delle primissime opere giovanili di Simone Martini.
madonna col bambino
Madonna col bambino, Simone Martini


In quest'opera è ravvisabile una certa originalità, soprattutto nella figura del bambino. La caratterizzazione somatica è accurata, nel mento, nel naso, nei baffi, negli occhi, persino nelle orecchie e trae vantaggio anche dalla resa di zone maculate nelle quali si alternano luce ed ombra, nero e oro, in una vera e propria opera di oreficeria.

Questo bambino ha una fisionomia propria, che lo rende riconoscibile rispetto ad altri bambini. L'orecchio rivela i dettagli delle sue volute cartilaginee fra i peletti cesposi. Sorprende la muscolatura del Bambino sotto il pigiamino maculato, che si intravede appena fra le membra adipose. La figura della Madonna in jeans e maglietta, abbigliamento che sottolinea il prezioso valore della maternità, passa in secondo piano di fronte al Bambino, vero fulcro del quadro.

24/12/11

La fiaba del professore di Filippo

Fosse stato il buio a mordermi, quella voce sarebbe stata luce soffusa. Fosse stato il silenzio, quella voce sarebbe stata suono. In quel caso era l'arrivo del niente, e quella voce era il tutto.
Le parole si confusero nell'ovatta del sonno.

21/12/11

Natale a Palermo

In cartoleria
Morg: Scusi, cercavo quelle buste..
Commessa: Si, ecco, quelle buste trasparenti forate da inserire nei quaderni ad anelli?
Morg: (con aria trionfante) Proprio quelle!
Commessa: (con aria trionfante) Sono finite!
Morg: Eh?
Commessa: Si, sono finite da un pò e saranno almeno due settimane che una signora mi stressa a proposito di quelle buste, la gente non capisce che a Natale non lavora nessuno.
Morg: Ma oggi ne abbiamo 16..


In Accademia
Morg: Scusi, potrei sapere gli orari di apertura dell'aula multimediale?
Bidella: (con aria contrariata) Oggi è chiusa.
Morg: Si, mi chiedevo quando posso trovarla aperta visto che non ci sono più scritti gli orari.
Bidella: Lunedì.
Morg: Solo lunedì?
Bidella: Anche martedì, mercoledì e giovedì.
Morg: E gli orari?
Bidella: (con aria supercontrariata) Ma ormai non la trovi più aperta, è Natale e la gente è in ferie, tra un pò chiude tutto.
Morg: Di già? Ma oggi è giorno 16!
Bidella: Eh, ed è venerdì.
Morg: Capisco.

buon natale
Ira funesta.

20/12/11

Piccoli trionfi quotidiani


  • Controllare pigramente l'email e beccare il messaggio di uno che afferma di non apprezzare Bukowsky. Prendersi la briga di scrivere un'email solo per comunicarmi tale apparentemente irrilevante informazione è un gesto notevole, soprattutto se consideriamo che io ODIO Bukowsky e fino a cinque minuti fa credevo di essere l'unica. Sono felice, sono una donna felice. Al rogo Bukowsky.

15/12/11

Cose che ogni aspirante web designer dovrebbe sapere


  • Tutti ormai sanno fare un sito. Sei una miserabile pallina di sterco che rotola nel letamaio.
  • Mai crogiolarsi nelle proprie certezze. Tutto cambia, tutto scorre e nel momento in cui pensi di saper fare qualcosa, quella cosa cambia e ti tocca ri-romperti i coglioni per re-impararla. Uguale: rotture di coglioni continue.
  • Le case bruciano, le persone muoiono. Dio è morto. Flash è morto. Perfino tu morirai. Niente è per sempre.
  • Se non ispiri professionalità tutti ti manderanno a cagare. Quindi, bandite faccine pucciose nonchè voci da cartone animato. Che vita triste.
  • Tutto quello che piace a te non piacerà agli altri. Tutto ciò che ti fa veramente veramente cagare sarà un grande successo. 

13/12/11

Un futuro da circensi

clown
- Questo pomeriggio che si fa?
- Noi andiamo a messa. Vuoi venire?
- ....
- Davvero.
- Sei serio?
- Si.
- E cosa ci andate a fare?
- Secondo te?
- A far foto?
- No.
- A bestemmiare?
- No.
- E cosa?!
- A ridere sotto ai baffi.
- Vabeh. E stamattina quando sono uscita cosa avete fatto?
- Beh, Morgana s'è messa a fare l'hula hop in cucina. L'ho lasciata verso le otto del mattino che tentava di far girare il cerchio con un piede.
- ....
- Inoltre abbiamo deciso di ammaestrare il tuo gatto.
- Eh?
- Si! Vedi, gli insegneremo a saltare in questo cerchio. (agita un pezzo di lampada rotta)
- Infuocato, magari.
- Eh no, quello dopo. Prima deve imparare bene, altrimenti si brucia. Lo convinceremo a saltare premiandolo con della carne..
- .....
- Ma dei pezzi piccoli eh, lo so che è a dieta. E insomma lo faremo saltare prima col cerchio basso (avvicina il cerchio al pavimento) e poi un pochino più in alto (lo solleva un pò) e quando avrà imparato proviamo col fuoco. Poi volevamo anche insegnargli a stare in piedi tipo i leoni.
- ....
- E poi lei farà l'hula hop e io le lancerò i cerchi e il gatto salterà ovunque. Così intratterremo i nostri ospiti.
- ....
- Sei preoccupata per il gatto?
- Ora, io non so come trascorrevi le tue giornate prima di venire a vivere quì. Eppure mi ricordo che i primi tempi parlavi normalmente. Ed avevi interessi sani, tipo uscire, ascoltare musica, cose così.  Son contenta per te, eh, che adesso ti diverti in questo modo, pensando alle cose semplici. Però, ti rendi conto di come ti sei ridotto da quando stai in questa casa?

11/12/11

Voglio andare a vivere in Corea!

Una serie di buoni motivi per trasferirsi in Corea del Sud:

  • il cinema coreano
  • i pony dell'isola di Cheju-do
  • le case coreane. sono bellissime.
  • i cani Chindo
  • le luci parlanti
  • il parco delle sculture di Lee il-ho
  • il culto del tè
  • la cucina coreana, in particolare quella che riguarda i fiori. Suvvia, mangiare fiori è il sogno di tutti! Pare che i crisantemi siano commestibili. La prossima volta che andate ad un funerale rubatene un paio e assaggiateli.
  • gli angeli del drink, ovvero gente che fa da baby sitter agli ubriachi. geniale.
Ultimamente ogni volta che nomino la Corea la gente mi cazzia. Io non capisco: perchè nominare il Giappone fa trendy e va bene, e andare in fissa per la Corea invece è da alienati? Dio beduino, avrò il diritto di essere fuorimoda. Ho faticato tanto per convincere Paolo a guardare I'm a Cyborg but that's ok, ma ha assunto un'espressione in stile urlo di Munch quando ha scoperto che era in coreano. C'erano i sottotitoli in italiano, fra l'altro. Ma ha continuato a lamentarsi tutto il tempo. Con gli occhi sgranati. Neanche avesse visto la madonna. Bah. Vi odio tutti.
Voglio andare a vivere in Corea!

09/12/11

Pentola


pentola
Lindt: Sto facendo un monologo sul fatto che pentola come parola non ricorda pentola come oggetto e Gioele non lo capisce.
Morga: Eh, ora che mi ci fai pensare pentola non c'entra proprio nulla, ci vuole un nome più rotondo, tipo coffa.
Lindt: Coffa mi piace! Pentola mi sa di qualche cosa di spigoloso, e non è spigolosa! Meno male ci sei tu!
Morga: A me invece la pentola sa di qualcosa di allungato, che penzola. Ad ogni modo pentola è davvero inappropriato.

08/12/11

Carnival of rust


Assistetti al lunapark di ruggine che si metteva in moto cigolando per accogliere gli infanti. Le montagne russe sfrecciavano quasi fossero stelle, le stelle del dieci agosto che ci cadevano in testa sulla spiaggia e qualcuno ha fatto dei commenti cinici sui desideri che non si realizzano e quel qualcuno ero io. Le giostre ruotavano su sè stesse e io ruotavo intorno alle giostre tenendo d'occhio i meccanismi arrugginiti che cigolavano e si muovevano a stento.


Un infante s'insospettì nell'udire quel cigolare sinistro. Si inchiodò i piedi sul pavimento e stabilì che mai, mai sarebbe salita su uno di quei rottami.


07/12/11

Mettersi il ferro dietro la porta

anticaduta
Trattamento anticaduta per non diventare calva
Esistono dei modi di dire usati in Sicilia che si rivelano difficilmente comprensibili per gli italian.. ehm, per i non siculi. Uno di questi è mettersi il ferro dietro la porta. Utilizzato moltissimo dai programmatori, non ho mai capito il perchè, forse per fare quel mestiere devi essere una persona estremamente prudente. Un coniglio. Oh. Imminente conquista coniglia del mondo. Ma mettiamo da parte i miei voli pindarici e torniamo al nocciolo della questione: mettersi il ferro dietro la porta.

Questo modo di dire si riferisce alle vecchie porte che, oltre alla classica serratura da  chiudere a chiave, hanno anche una roba di ferro che permette di chiuderle soltanto dall'interno. Per sentirsi più al sicuro contro i ladri, non sia mai qualcuno si fosse fatto il duplicato della chiave e ti entra in casa e ti svaligia e/o ti stupra. Ergo, "mettersi il ferro dietro la porta" potrebbe essere tradotto in "non si sa mai".

Esempio pratico: io non perdo i capelli, eppure uso uno spray rinforzante della l'Oréal contro la caduta dei capelli. Perchè, con tutte le tinture che faccio, è bene mettersi il ferro dietro la porta. Non intendo di certo diventare calva!

calva
Questa roba non funzionerà mai.

calvo
Potrei usare della vernice blu sulla mia futura testa pelata.

06/12/11

Vagine in mostra, Rivkah Hetherington


"Vagina. Ecco, l'ho detto. Vagina. L'ho ripetuto. Sono tre anni che pronuncio questa parola. […] La dico perché credo che ciò che non si dice non venga visto, riconosciuto e ricordato. Ciò che non diciamo diventa un segreto,  e i segreti spesso creano vergogna, paura e miti. " Eve Ensler, Monologhi della vagina


Le vagine in mostra è un progetto nato nel 2001, quando Rivkah Hetherington si è proposta di ritrarre le vagine delle donne di tutte le età e di tutte le parti del mondo.

Durante gli incontri fra l'artista e le modelle, occasione di confronto e di riflessione, ha avuto luogo, oltre a una sessione fotografica, un'intervista sul rapporto che ha ogni donna con la sua vagina. A ciascuna modella è stato chiesto successivamente di comporre uno i più testi come se a esprimersi fosse la propria vagina; questi testi sono stati riportati su specchi installati durante ogni mostra.


05/12/11

La nonnetta che divenne leggenda

La conquista lapina del mondo continua.
Una mia amica, in un momento infelice, ha assistito ad una scena epica che verrà tramandata da generazione in generazione. Sembra una barzelletta ma è accaduta realmente.

In ospedale una vecchietta non riesce a dormire. Si gira e si rigira, successivamente sbuffa, si alza e si siede di fronte al crocifisso. Si rivolge alle altre:
- Non riesco a dormire. Beh, almeno così il Signore mi viene in faccia.


03/12/11

Rivendico i diritti del cervello

Tutti considerano normale parlare al proprio pene come se fosse un'entità a sè stante. E fin quì mi sta bene. Insomma, nonostante non intrattenga abitualmente conversazioni con la mia vagina, posso capire che uno abbia una visione animistica del corpo e si rivolga alle proprie estremità come se fossero dei buffi animaletti dotati di vita propria. Fin quì, tutto bene.  Ciò che non riesco proprio a concepire è il fatto che tutti si stupiscano quando parlo del mio cervello in terza persona. Ricordo con estrema precisione ciò che sbraitò un mio ex: "Sei l'unica persona che conosco convinta che lei e il proprio cervello siano due cose diverse!!" E poi fuggì sbattendo la porta. Non è andata proprio così, ma mi piace immaginare una porta che sbatte in queste situazioni. Porcaputtana, se voi potete non identificarvi col vostro pene pur essendo delle teste di cazzo, io avrò il diritto di non identificarmi con la mia mente? Eh? Avrò il diritto di considerare il mio cervello come se fosse un mio odioso coinquilino col quale dover litigare ogni fottuto giorno? Cos'ha il mio cervello in meno del  vostro pene?? Ma andatevene tutti affanculo, voi e i vostri presuntuosi peni.

Di recente, mentre sbraitavo la suddetta protesta a favore dei diritti del cervello, un mio coinquilino ha ribattuto che non è possibile non identificarsi con la propria mente in quanto il cervello in genere pensa, a differenza del pene, un pezzo di carne che pende o si muove come gli pare. Ira funesta che infiniti addusse lutti agli Achei! A parte il fatto che il mio cervello non pensa, davvero avete il coraggio di venirmi a dire che non pensate mai col vostro pene?! Solo un coinquilino odioso quanto il mio cervello poteva tirar fuori simili pessime argomentazioni.

02/12/11

Normale


"La parola Normale non è altro che un termine di statistica e quindi poco appropriato per essere usato come punto di riferimento, le caratteristiche di una vita normale dicono solo che la maggioranza di alcune persone  si comportano in un certo modo... Questo è tutto! E anche loro sono una minoranza rispetto a tutta la popolazione su questo pianeta! Ciò che sembra essere buono e salutare per alcuni potrebbero essere esattamente l'opposto per gli altri! Quindi, perché dovrei tentare di mutare in qualcosa che non mi fa sentire bene solo perché un paio di ignoranti fascisti non possono ampliare la loro mente ristretta?!


Provate a immaginare un uomo che cammina allegramente sotto al sole, passando su un prato dove alcune mucche si godono l'erba dolce e il calore del giorno. 'Sì, gli animali sono felici', potrebbe pensare l'uomo. 'Hanno l'aria fresca, il sole che splende sulla testa ... - Tutte le cose belle che rendono la vita degna di essere vissuta '. Proseguendo il suo cammino, l'uomo vede un piccolo lago, e mentre lo guarda, inizia a pensare al pesce che nuota nel buio freddo e umido. 'Povero pesce', l'uomo dice a sè stesso. 'Di certo deve essere solitario e triste laggiù ... - Ma non vi preoccupate! Vi salverò tutti! 'Così si organizza con una rete enorme e cattura i pesci con grande sforzo, poi li depone sull'erba. Ma quando guarda finalmente il suo lavoro con orgoglio, si rende conto che le creature agonizzano, poi muoiono. 'Stupidi animali', l'uomo grida. 'Voi non sapete ciò che è buono nella vita. Sei malato e brutto, e se non riesci a far tesoro del bel sole e l'aria fresca probabilmente non meriti di vivere su questo pianeta...!'

SIAMO TUTTI PERSONE CON BISOGNI INDIVIDUALI e non certamente alcune masse omogenee! In alcune parti si può condividere un terreno comune, ma questo è tutto! Infatti, l'individualità è una parte importante dell'essenza della natura umana e se ci sono persone, che negano la verità, allora indovina chi è 'leggermente disturbato' qui ...!"
Sopor Aeternus

01/12/11

Cu mancia patati un mori mai

Direttamente dall'antica saggezza popolare siciliana, ecco a voi l'elisir della vita eterna: le patate. Mio nonno ripeteva spesso: cu mancia patati un mori mai. (chi mangia patate non muore mai). In realtà, questo detto si riferisce ad uno stile di vita austero ed umile in stile santone buddhista che, a quanto sembra, allungherebbe la vita a dismisura. C'è chi lo interpreta come invito ad accoppiarsi selvaggiamente. Personalmente preferisco interpretarlo alla lettera. Dunque, se consideriamo la dieta variegata che sto applicando per il momento (che consiste in patate, patate e patate) a causa di un'insana passione per questi ortaggi da parte delle mie coinquiline, sappiate che mi sto spianando la strada verso l'immortalità.  D'altronde, un altro proverbio dice che l'erba tinta un mori mai. (l'erba cattiva non muore mai).
Template and contents © Zucchero Nero • Powered by Blogger