Zucchero Nero
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28/02/12

Ho quasi fame bla bla bla

Morg: (studia) Witz bla bla bla.. Mi ricorda un pò i Ritz bla bla bla.. Pescatori bla bla bla.. ho quasi fame bla bla bla.. lago di Ginevra sullo sfondo bla bla bla..  Ehy, Ozzy! Ma tu sei stato a Ginevra! L'hai visto il lago?
Ozzy: (guarda il quadro) Oh, si che l'ho visto, il lago di Ginevra.
Morg: E l'hai visto Gesù che ci cammina sopra?
Ozzy: Eh, capirai, se l'avessi visto di certo gli avrei tirato qualcosa.





27/02/12

Capelli grigi e agenzie di pompe funebri

capelli grigi
Ho i capelli grigi bianchicci azzurrini! O meglio, avevo, visto che quando questo post verrà pubblicato, secondo i miei piani, avrò i capelli fucsia. Ma vabeh. Era da un pò che erano scoloriti dal fucsia ad un colore cagoso tipo biondo giallognolo, li volevo cambiare, mi son decisa quando una signora per strada mi ha detto "che bei capelli che hai". Mi son sentita mortificata nel profondo. Gialli. Ho i capelli gialli. E credono pure siano belli. Arrivata a casa ho mischiato a caso dei colori residui nel fondo delle bottigliette con una maschera ricostituente e me la sono spalmata in testa, pensavo venisse fuori una specie di lilla, invece sono venuti grigio azzurrino. Poco male, sempre meglio di biondi.

Ultimamente sto trascurando tantissimo la mia criniera - e non solo, da notare l'abbigliamento da casalinga disperata -, è che sto passando la solita fase di abbruttimento da esami invernali. Il freddo fa male. Malissimo. Se unito allo studio poi secca la pelle e fa venire le doppiepunte. Date retta a me, non studiate, datevi all'agricoltura. Le patate, le patate salveranno il mondo. E poi, con questa crisi, l'unica certezza è la morte.

Infatti, sto seriamente valutando l'ipotesi di intraprendere la carriera di becchina.

26/02/12

Virginiana Miller, Il primo lunedì del mondo


"Suona la radio e mi sveglia la bella canzone. Cerco qualcosa da fare se doveva piovere, invece c’è il sole. Comincia così. Oggi è il primo lunedì del mondo e ho chiuso la porta alle spalle. Ora scendo giù. Girano al vento le foglie, le buste di plastica bianche, i pensieri di ieri e le nostre parole non fanno più male, così. Eh si, oggi è il primo lunedì del mondo e ho chiuso la porta alle spalle. Ora scendo. Cosa vuoi che faccia adesso. Vuoi che resti o vuoi che vada. Vuoi che resti in piedi o vuoi che cada giù, giù nel primo lunedì del mondo. E cammina cammina, le scarpe non fanno più male, le nostre parole non saranno più nuove. Mai più."
Testo dei Virginiana Miller, Lunedì (il primo lunedì del mondo) ♥

25/02/12

Caravaggio, bestemmie e pastori sardi


caravaggio medusa
L'unico Caravaggio che mi piace


Caravaggio mi fa cagare.
E' una bestemmia che fa incazzare il 90% della gente che si occupa d'arte perchè troppo spesso si confonde il gusto con il parere tecnico. Non mi piace. Per quanto lo si giri e lo rigiri le sensazioni che mi trasmette sono molli. Detesto le sensazioni molli, faccio prima a guardare un muro. Inoltre, Caravaggio è interessato a cose che mi lasciano profondamente indifferente. La ricerca della verità visiva, della bruttezza del mondo, dello sporco che nascondiamo sotto alle unghia, proprio non mi interessa nell'arte, non mi coinvolge e mi emoziona quanto un documentario sui pastori sardi.

L'unica sua opera che mi coinvolge è lo scudo raffigurante la Medusa, quello mi piace tantissimo e la confusione visiva tra concavo e convesso mi manda in brodo di giuggiole. L'ho visto di presenza, avrei voluto rubarlo, mio dio, se vi capita di passare da Firenze dateci un occhio.

Inoltre provo una certa curiosità nei confronti delle opere che ha fatto mentre zoccoleggiava nella corte del  cardinale Del Monte, per i miei gusti era il periodo meno peggio perchè, sempre per i miei gusti, meglio l'edonismo piuttosto che la bruttezza esasperata. Mi piacciono gli sguardi e mi incuriosisce il modo in cui ha reso certe espressioni languide. E poi ho un gran debole per le checche.
Caravaggio, I musicisti. 
Escluso ciò, mi fa veramente cagare. Tra lui e il cesso di Duchamp senza dubbio preferisco il cesso.

Non fraintendetemi, non ritengo che Caravaggio sia l'ultimo dei cretini. Riconosco il suo genio, le sue doti, il valore innovativo delle sue opere, lo stimo, è stato l'ultimo talento italiano della pittura, per il resto tutta la pittura italiana da Caravaggio in poi è stata una successione di mezzeseghe rispetto al resto dell'Europa e solo i futuristi hanno avuto il colpo di genio. Nonostante tutto Caravaggio non è di mio gradimento in quanto ciò che io cerco dall'arte è altro. Osvaldo Licini ad esempio lo adoro proprio, parla la mia stessa lingua e mi dà quello che voglio, ma mi rendo conto che in confronto alla grandezza di Caravaggio è un granello di sabbia ed è comunque mediocre come astrattista, insomma, ce ne sono stati tanti molto più bravi di lui e ovviamente non in Italia. Ma a me piacciono meno rispetto a lui. Posso?

Io penso che il gusto sia diverso dalle "analisi tecniche" e imbrigliarlo a tutti i costi in ciò che è comunemente accettato da tutti sia innaturale. Puoi pensare che uno sia un genio nel suo campo e nel suo contesto storico, e contemporaneamente provare noia o indifferenza di fronte al suo operato. Ora linciatemi pure, ma io mi son rotta il cazzo e sono certa che a molti, come me, non piacciano i grandi maestri della storia dell'arte, ma nessuno si azzarda a dirlo perchè sarebbe preso per ignorante. E' vero che il gusto può essere affinato dalla conoscenza, ma è anche vero che questi tizi sono vissuti centinaia di anni fa e sarebbe impensabile riuscire a parlare sempre e comunque lo stesso linguaggio emotivo a distanza di secoli. 

Quindi, mi avete rotto il cazzo. Caravaggio mi fa cagare, punto.

24/02/12

La funzione apotropaica della Redbull

redbull
Diciamocelo, la Redbull fa veramente schifo. Sa di Big Bubble e non puoi nemmeno masticarla. Però.

Prima di ogni esame orale io bevo una Redbull. Mi sono autoconvinta che possa mettermi le ali, quindi permettermi di organizzare per benino le idee e tirar fuori con nonchalance conoscenze che non ho, sbalordendo tutti.  Il professore in primis. La consapevolezza di avere una pessima memoria mi schiaccia e così, per non paralizzarmi in stile leprotto con un fucile puntato sul naso, prendo in giro il mio cervello in vari modi. Tra cui la Redbull.

Voi ne avete di gesti scaramantici assolutamente cretini? Secondo me si, e tutti. Mi piacerebbe stipulare una top ten.

23/02/12

✰ Scoregge d'unicorno ✰

Scoregge d'unicorno, cupcakes
Talvolta nel web capitano delle cose che non riesco del tutto a spiegarmi. Ho scoperto che esiste una sorta di feticismo per i moti intestinali di una bestiola immaginaria.

 Razzolando a caso mi è capitato di finire in questa pagina nella quale si vendono adesivi raffiguranti un unicorno che semina cupcakes dal deretano. Rimango intenerita e scopro che li ha disegnati Jim Benton, il tizio di "It's happy bunny - L'amore morde". Per cui decido di cercare su google immagini questo "unicorn farts" sperando di trovare altre illustrazioni simili.

I risultati mi hanno lasciata interdetta. Oltre a questo sito il cui senso continua a sfuggirmi, c'è un sacco di gente che prova ad immaginare la forma assunta dalle scoregge d'unicorno. Non ho ancora stabilito cosa mi turba di più: gli arcobaleni, i marshmallows, gli smarties oppure i cupcakes. Esiste anche la cacca di unicorno, ovviamente commestibile.

Scoregge d'unicorno, marshmallows

22/02/12

Geni da legare. La génie et la folie en peinture, musique, littérature

Il saggio "Geni da legare" di Philippe Brenot è, al di là del titolo fuorviante e della copertina idiota che qualche coglione ha pensato bene di attribuire alla versione italiana, uno studio affascinante sui disturbi psichici degli artisti più geniali della storia.
Van Gogh, Campo di grano con volo di corvi
"Allora, secondo lei, dottore, tutti i romanzieri sono dei nevrotici?" si domanda André Maurois in Terra Promessa. "Per l'esattezza" egli dice "sarebbero tutti dei nevrotici se non fossero romanzieri. La nevrosi fa l'artista e l'arte guarisce la nevrosi."

L'esaltazione creatrice si trova spesso affiancata alla melanconia, alla depressione, agli stati maniacali. Biografie, autobiografie o patobiografie lo confermano ampiamente.
L'autore, che si è interessato a queste esistenze fuori dal comune, è arrivato a conclusioni veramente sorprendenti: le arti legate al linguaggio e le arti non verbali - plastiche e musicali - non sono sullo stesso piano di fronte alla follia. Gli scrittori sono più vulnerabili rispetto alle turbe mentali.
Al contario della maggioranza dei pittori e dei musicisti, poi, sono in molti a mimetizzarsi dietro ad uno pseudonimo, quando non si dia il caso di prendere in prestito, di volta in volta, nomi diversi, di fantasia, come Pessoa.
Geni da legare, Proemio


La carta bianca, l'inchiostro, la penna mi spaventano, diceva Cocteau. So che si coalizzano malignamente contro ogni mia volontà di scrivere. Le pagine ancora bianche di Geni da legare devono aver esercitato su di me lo stesso sortilegio, se mi è stato indispensabile ricorrere ad un espediente particolarmente subdolo per vergare queste righe, che si sono concretizzate solo grazie all'ascolto ripetuto, sistematico ed instancabile dei ventiquattro preludi e fughe di Dmitrij Sostakovic.
Philippe Brenot

21/02/12

Stefan Kleinschuster, la pittura da lontano

Stefan Kleinschuster
Stefan Kleinschuster
Il pittore statunitense Stefan Kleinschuster si occupa principalmente di nudi maschili ritratti in pose inusuali. Visti da vicino, i dipinti sembrano un'accumulazione di pennellate intrecciate caoticamente tra loro, ma basta allontanarsi e le figure diventano nitide in ogni dettaglio. I suoi quadri fanno pensare al disturbo delle foto scattate con le macchine fotografiche digitali quando c'è poca luce.

20/02/12

Scrivendo Revolver

Isabella Santacroce
Isabella Santacroce
"Revolver. Nove mesi per costruirlo. Chiusa nella serra con i ciclamini e le ortensie. Io piantata nel fango. Scrivevo proiettili. Prendevo la mira con calma. Con forza. Premevo il grilletto. Colpivo dei mostri. Nell’appartamento di fianco una sommossa. Muratori albanesi e bestemmie. Martelli pneumatici. Pareti distrutte a mazzate. Pavimenti divelti. Ho sparato le frasi con le cuffiette. La musica altissima per non sentire il fracasso dell’operaio indefesso. Di fuori la nebbia. Io all’improvviso sopra una zattera. Sola sul mare in tempesta. La lenta guerriglia. Dello spavento. Sono sempre più fragile per questo sono ancora più forte. Revolver non è un libro. Revolver è un’arma. Puoi puntarla contro la merda. Puoi puntartela contro la tempia. L’importante è avere coraggio. Indossare spaventi quasi fossero abiti e iniziare a ballare fortissimo."
Isabella Santacroce

19/02/12

Il reality show

Ozzy: (guidando) Eppure la mia idea avrebbe funzionato.
Morg: Quale?
Ozzy: Il reality show ʘ‿ʘ
Tea: Io no capito. Cosa reality?
Morg: Oh, no, ora ricomincia.
Ozzy: Un reality, Tea, un reality! Pensa, piazziamo una telecamera in cucina, compriamo un dominio e mettiamo la casa in streaming 24 ore su 24. Sono convinto che potremmo farci un sacco di soldi, come minimo pagarci l'affitto.
Tea: Ahahahah! ʘ‿ʘ
Ozzy: No, no, dico sul serio. Ne ho già parlato con Paolo, il nostro reality è fattibilissimo, l'unico problema sono i microfoni. Poi và avvisato il padrone di casa, bisogna vedere se è d'accordo.
Tea: Telecamera cucina?  ಠ_ಠ Io no privacy!
Ozzy: Che c'entra, se vuoi privacy vai nella tua stanza o in bagno!
Tea: Oh, no no no. Io bisogno calma, tranquillità. No telecamere mentre mangio.
Ozzy: Ma ci paghiamo l'affitto! Pensa quanta gente starebbe incollata al pc per farsi i cazzi nostri. Poi la nostra cucina è sempre attiva, perfino a notte fonda c'è qualcuno che chiacchiera e fa disastri!
Morg: Piantala.
Ozzy: La nostra casa è molto più interessante rispetto al Grande Fratello. Pensa un pò, potremo fare dei giochi a premi. Indovina, di che colore diventeranno stavolta i capelli di Morgana? Che pasticcetto combinerà Barà? Che cosa cucinerà Tea? Inoltre, quando perfezioneremo i nostri numeri da circo, potremo intrattenere il pubblico! ʘ‿ʘ
Morg: Ma io non voglio una telecamera piantata sulla faccia tutto il giorno! E poi, la mia dignità!
Ozzy: Parli di dignità, tu, che vai in giro con una tavolozza al posto dei capelli?
Morg: Tea, digli qualcosa!
Tea: Ah, no, no, Ozzy, io no d'accordo.
Morg: Ecco, Tea non è d'accordo.
Ozzy: Uff. Io ho il fiuto per certe cose! Fidatevi di me!
Morg: Piantala.
Ozzy: (si abbassa)
Morg: Ma guarda la strada!!
Ozzy: Un momento, mi è caduta la sigaretta da qualche parte.
Morg: Era accesa?
Ozzy: Ovvio.
Morg: ಠ_ಠ

18/02/12

Il processo, Orson Welles

Amavo addormentarmi guardando questo film. Nel dormiveglia sentivo la voce ansiosa di Josef e i miei sogni diventavano labirinti angosciosi. Mi piaceva questa ansia autoindotta.


Il processo è un film del '62 di Orson Welles, tratto dall'omonimo romanzo incompiuto di Kafka. E' la storia surreale di Josef K, un uomo che viene accusato e processato per colpe che non conosce. Il protagonista cerca spiegazioni vagando in un mondo allucinato e claustrofobico che ricorda le opere di Escher. L'atmosfera onirica di questo film segue la logica degli incubi.

 







Qualcuno doveva aver diffamato Josef K. perché, senza che avesse fatto nulla di male, una mattina venne arrestato. La cuoca della signora Grubach, la sua padrona di casa, che ogni giorno verso le otto gli portava la colazione, quella volta non venne. Ciò non era mai accaduto. K. aspettò ancora un po', guardò dal suo cuscino la vecchia signora che abitava di fronte e che lo osservava con una curiosità del tutto insolita in lei, poi però, meravigliato e affamato a un tempo, suonò. Subito qualcuno bussò e entrò un uomo, che egli non aveva mai visto prima in quella casa.
Il processo, Franz Kafka

17/02/12

Stanza da letto in stile en plein air

stanza
Una stanza da letto moderna, così moderna che ha iniziato a parlare. 
Se siete mai stati miei ospiti, avrete notato che vi ho bloccati in cucina senza permettervi di accedere alla mia stanza. Perchè? Cosa nasconde di così compromettente? Da cosa è costituito il mio habitat?
Iniziamo il viaggio (?!) alla scoperta dei misteri della stanza di Morgana. Oooh.  ಠ_ಠ
scrivania
Una scrivania che ha tutto il fascino dell'antico nonchè del defunto. Prego notare la lampada con le zebre
stanzetta
Lì sotto, da qualche parte, dovrebbe esserci il pavimento
Il comodino, inserito SOTTO la scrivania, permette di essere utilizzato al massimo delle sue funzionalità  
Settimino con la vera rivoluzione del cassetto, disposto "en plein air", all'aria aperta
Lì sotto dovrebbe esserci il letto
Armadio en plein air corredato di scaldavestiti felino
La mia stanza è un luogo angusto e non permetto a nessuno di metterci piede. Oltre a vergognarmi dello stato pietoso in cui si trova, ho seri motivi per preoccuparmi dell'incolumità dell'eventuale ospite. Solo dei veri atleti sarebbero in grado di non inciampare e non è tanto per dire. L'altro giorno mi sono entusiasmata per via del bigliettino che ho trovato (ho una stanza parlante!) e ho scattato un pò di foto. Sono venute sfocate e rossicce perchè nella mia stanza non entra la luce del sole e così ho messo una lampada rossa, tanto per valorizzare l'illuminazione da loculo. † Insomma, riflettendoci, è proprio una figata di stanza. Sembra un'accumulazione dadaista. E poi quei cassetti spalancati, quell'armadio che vomita vestiti addosso al gatto, mon dieu, mi sembra di riconoscere dei rimandi impressionisti. Ah, la classe non è acqua. Quando vi capita di accorgervi del disordine ricordatevi che si tratta in realtà di performance artistiche. ◕ ‿ ◕

16/02/12

Kafka, Pietro Citati

"Kafka" di Pietro Citati non è solo un saggio biografico. E' molto di più. Se già avete letto le opere di Kafka e vi sono piaciute, se siete curiosi di approfondire la conoscenza della sua anima disturbata, delle sue complesse paure che gli hanno permesso di scrivere opere come "La metamorfosi" o "Il processo", questo è il libro che fa per voi. Pietro Citati, secondo me, è un genio delle biografie. Perchè ti fa innamorare. Sfido chiunque a non innamorarsi di Kafka dopo aver letto questo libro.

"Tutti i miei lettori sostengono di avere l'impressione di una mia conoscenza intima dello scrittore di cui parlo. Io stabilisco con lui un rapporto di piena identità; il massimo piacere della scrittura si ha dopo aver rotto le distanze, quando si ha l'impressione di essere tutt'uno con lo scrittore che si legge. Il massimo rischio della critica è di leggere i libri con criteri preconcetti: il romanzo dell'800, del '900 eccetera. Nelle mie letture c'è solo lo scrittore, la sua vita e la sua identità, non esiste altro."
Pietro Citati

 Altri libri che vi consiglio, se come me siete innamorati della mente di Kafka, sono i suoi diari. Interessante anche "Che tu sia per me il coltello" di David Grossman,  ispirato al travagliato rapporto epistolare tra Kafka e Milena. A me quest'ultimo libro non è piaciuto, mi infastidisce lo stile di Grossman, ma credo sia solo questione di gusti.

" Amore è il fatto che tu sia per me il coltello con cui frugo dentro me stesso".
Franz Kafka, da una lettera a Milena

15/02/12

Mandarini della discordia


mandarino
Ozzy: Oh, un ovetto di cioccolata. Chissà che succede se gli tiro una martellata. (prende il martello)
Morg: Aspetta, aspetta! (mette sotto l'ovetto un quaderno) Ecco, vai. ᵔ.ᵔ
Ozzy: (sbang!) Si è schiacciato! ๏̯͡๏
Alessandro: Si, son convinto che sarebbe stato molto più interessante con un mandarino.
Ozzy: (prende un mandarino)
Morg: Fermo, fermo, non farlo! Si imbratterà tutta la casa di mandarino!
Ozzy: (ride) Ma non l'avrei mai fatto, in realtà.
Alessandro: Lo faccio io!
Ozzy: (gli passa il martello)
Si allontanano tutti. Lo guardano con aria allarmata.
Ozzy: Vai, vai vai!
Morg: Ma lo sta facendo veramente?
Alessandro: (solleva il martello)
Alessandro: (tira la martellata, il mandarino si spiaccica schizzando ovunque)
Barà: Che sta succedendo quì dentro? Ozzy, ma come ti viene in mente, dico io? (inizia a pulire)
Ozzy: (mette le mani in alto) Che c'entro io! ๏̯͡๏
Barà: Lo istigavi!
Ozzy: (rimane con le mani in alto) Ma ha deciso lui di farlo!
Alessandro: Aspetta che ti aiuto a pulire. (si muove) (fa crollare tutto)
Barà: Riesci sempre a fare la cosa più sbagliata nel posto più giusto nel momento più sbagliato!
Morg: (sghignazza)
Barà: Morgana!
Morg: (mette le mani in alto)

14/02/12

J'adore un chien andalou

Lo conoscono cani e porci, mi pare di parlare dell'ovvio, ad ogni modo Un chien andalou è il cortometraggio più significativo del surrealismo. Fu scritto, prodotto e interpretato da Salvador Dalì e Luis Bunuel nel 1929. Le scene di Un chien andalou, sotto uno sguardo superficiale, possono apparire come un'illogico delirio onirico. In realtà nascondono numerosi simbolismi. Ad esempio la famosa scena in cui il regista taglia l'occhio della donna col rasoio proprio nel momento in cui una nuvola passa attraverso la luna, rappresenta la rivoluzione visiva del surrealismo: in parole povere, l'artista squarcia l'occhio dello spettatore per mostrargli la propria soggettiva visione delle cose, anche a costo di incutere disgusto, timore, inquetudine.

  • Un chien andalou, film completo:


Di un chien andalou mi piace molto la scena in cui lui per rincorrere la donna rimane con la mano incastrata in una porta, e la mano si riempie di formiche. Potete vederla verso il minuto 8,40.

13/02/12

Dichiarazione di non-amore


amiche


Ti rapirei per portarti con me sulla luna cosicchè tu possa continuare ad esistere, pura ed incorrotta, per sempre. Cosicchè tu possa non crescere, cosicchè io possa non crescere. Ed evitare di sporcarci con tutti i mali del mondo. Evitare di stancarci. Ho paura di vedere nei tuoi occhi il mio stesso cinismo e quel giorno una parte della tua anima sarà morta, te l'avrà strappata via il mondo, e io soffrirò. Per evitare questo, ti rapirei a notte fonda quando tutti sono addormentati ed inoffensivi, ti rapirei per portarti con me sulla luna, unico luogo incorrotto. Popoleremo il satellite con tutti i nostri cari e ci saranno labrador a rincorrere gatti certosini, conigli neri e pesci combattenti nella nostra piscina capovolta, la piscina capovolta che solo tu potevi immaginare, sarà tutto perfetto e porterai l'orso rabbioso in una gabbietta, lo cureremo con iniezioni di felicità e sarà guarito.

Un giorno qualsiasi mi troverai sulla terrazza a costruire un cavallo di carta col bianchetto al posto della colla e io ti dirò: non ho trovato la valigia a forma di pulcino. E tu mi abbraccerai. E vissero per sempre felici e contente nel loro regno illogico perfettamente coerente che solo loro potevano capire.

Whitney Houston morta per colpa mia


whitney houston
E' morta Whitney Houston. Tragedia.

Ieri stavamo riflettendo sulla morte delle celebrità. Sul suicidio. Su quanto il successo possa dare alla testa, diventare un incubo. Sull'ipotesi che alcune morti potessero essere un bluff per togliersi dai coglioni dei mass media. Ci siamo chiesti se Jim Morrison potesse essere ancora vivo. Riflettevamo sulla morte di Marilyn Monroe, sull'ipotesi che in realtà fosse stata uccisa. E Kurt Cobain? Ma accidenti, se uno vuol togliersi dalle palle non fa prima ad eclissarsi come ha fatto John Frusciante? O Jack Frusciante, o come diavolo si chiama, che faccio sempre confusione. Vabbè. Non so perchè ci siamo messi a ciarlare a proposito di cantanti che crepano, io avevo gli occhi a fessura e partecipavo ai discorsi ad intermittenza a causa di un raffreddore latente che mi rendeva più ottusa del solito. Fatto sta che ho pensato: però cazzo, certi cantanti se morissero farebbero un favore all'umanità. Poi mi son sentita in colpa. Perchè mai uno dovrebbe morire solo perchè fa musica che non è di mio gradimento, mi son detta, povero. Cattiva, sei cattiva. Così mi son rimangiata il pensiero.

Dall'altra parte del mondo, mentre noi conversavamo amabilmente, Whitney Houston è morta affogata nella sua vasca da bagno a causa di una brutta sbornia che associata agli ansiolitici l'ha fatta addormentare. E' vero, non abbiamo nominato Whitney Houston nei nostri discorsi funerei, però mi sento davvero in colpa. Vabbè. Cara Whitney, scusa se ti abbiamo portato sfiga.

12/02/12

Joel-Peter Witkin, la fotografia del mostruoso

Joel-Peter Witkin, Daphne e Apollo

Joel-Peter Witkin, Madre e bambino con urlo retrattile
Joel-Peter Witkin
Joel-Peter Witkin, Natura morta

"Il mostruoso e il brutto come estetica del totalmente altro e dell’impossibilità di godere della forma, costituiscono la cifra di tutte le sue foto-dipinti. Attraverso questa repulsione naturale verso ciò che non ci riguarda più come corpo morto, si avverte la consapevolezza del dolore del mondo, della tragedia della caducità. Witkin è artista della persistenza; fa cioè permanere ciò che naturalmente dovrebbe passare e trasformarsi. [...] L’estetica del brutto che in Witkin accoglie il dolore del trapasso per cantare i propri esperimenti di morte-in-vita accoglie tutta l’inquietudine post-moderna di nuove e raccapriccianti icone. È uno squarcio dentro le nostre visioni edulcorate di Bellezza e Ordine.  Cerca di darci a bere che l’anarchia sia compagna dell’ananke. Cerca di stabilire un contatto tra corpo senza organi e nuove gerarchie di significati. Witkin apologizza l’orrendo che non desta meraviglia ma produce in chi lo guarda un senso di inadeguatezza e oscuro presagio. Crea un mondo di mezzo dove le figure ritagliano spazi di aldilà, entro cui mettersi in posa. Sembra di cascare all’inferno tra bambole e fantocci inanimati per poi essere presi e inchiodati alla fine del buio. Sul fondo oscuro e caotico del non-distinto." Alessandra Pigliaru

11/02/12

Tutorial: come farsi i capelli bianchi

Avete sempre sognato di avere i capelli bianchi? Una chioma da albino, bianca e candida come la neve, farebbe gola a molte  ma, nonostante le decolorazioni brutali, tutto ciò che si ottiene è solo un disgustoso  biondo canarino. Come si fa, quindi, a cancellare i pigmenti gialli che non vogliono saperne di andar via? Basta neutralizzarli con dei pigmenti blu-violetto. Per quanto mi riguarda ho avuto i capelli bianchi solo quando il blu elettrico mi si è schiarito. Ma lasciate perdere me, tutto ciò che faccio è totalmente casuale. Leggete, piuttosto, il tutorial per farsi i capelli bianchi a regola d'arte scritto da Xardas, il nostro esperto dai capelli blu.

TUTORIAL: procedimento per rendere bianchi i capelli. Quello per farsi i capelli bianchi senza danneggiarli troppo (affinchè rimangano piuttosto lunghi) è un processo che normalmente impiega metà di un anno o poco meno...

Hai bisogno di: 

  • un toner white (la LaRiche Directions ce l'ha) 
  • un toner silver (sempre la LaRiche lo fa xD) 
  • uno shampoo antigiallo (quello per le donne anziane/bionde) 
  • una tinta blu chiaro ed una tinta viola/lilla. 
  • Inoltre ci vogliono almeno 3 decolorazioni, 2, se si parte da una base dal biondo chiaro in poi. 
Procedimento:
Decolora a 40 volumi con polvere blu per 30 minuti tutti i capelli. Fai un lavaggio con shampoo antigiallo, balsamo ristrutturante e maschera ristrutturante. Rimani di quel colore per una settimana. Decolora di nuovo, sempre a 40 volumi con polvere blu, sta volta per 15 minuti. Applica il toner silver sui capelli. Aspetta tre mesi, durante i quali ti prepari una quantità di balsamo adeguata con un cucchiaino di tinta blu ed uno di tinta viola per ogni litro di balsamo dentro, così da ottenere un balsamo bluastro/violetto. Durante quei tre mesi, usa lo shampoo antigiallo ed il balsamo blu/viola. Passati i tre mesi, se non sono ancora bianco/argento i capelli (potrebbero essere grigi!), decolora a 20 volumi con polvere blu per 15 minuti, dopo di che applica il toner white. Aspetta altri tre mesi con routine antigiallo succitata, infine riapplica il toner silver. Da questo momento in poi puoi usare solo lo shampoo antigiallo, il balsamo non deve essere per forza violetto (ma se lo è, è meglio!). Le radici da questo momento in poi le farai decolorandole due volte a distanza di una settimana ed applicando il toner white in maniera diretta.

10/02/12

L'eleganza del riccio, Muriel Barbery

Stéphane Barbery
Foto di Stéphane Barbery
L’Élégance du hérisson  è un libro di Muriel Barbery, una donna che insegna filosofia e attualmente vive in Normandia. Con uno stile ironico e brillante, Barbery incrocia due voci narranti: quella di una ragazzina prodigio che, disgustata dalla vita, pianifica il suo suicidio, e quella di una portinaia innamorata dell'arte, della grammatica e della letteratura che si sforza di mostrarsi agli occhi di tutti come una donna ignorante e burbera, in modo da corrispondere perfettamente al "paradigma della portinaia forgiato dal comune sentire". Vi consiglio di dare un'occhiata allo splendido blog dell'autrice scritto in francese e illustrato con le foto del marito Stéphane Barbery, superbo fotografo che come lei condivide la passione per il giappone.






l'eleganza del riccio
"Vivere, nutrirsi, riprodursi, portare a termine il compito per il quale siamo nati e morire: non ha alcun senso, è vero, ma è così che stanno le cose. L'arroganza degli uomini che pensano di poter forzare la natura, sfuggire al loro destino di piccoli organismi biologici. ..e la loro cecità riguardo alla crudeltà o alla violenza del loro modo di vivere, amare, riprodursi e fare la guerra con i propri simili...
lo credo che ci sia una sola cosa da fare: scoprire il compito per il quale siamo nati e portarlo a termine il meglio possibile, con tutte le nostre forze, senza complicarsi l'esistenza e senza pensare che ci sia qualcosa di divino nella nostra natura animale. Solo cosi avremo l'impressione che stiamo facendo qualcosa di costruttivo, nel momento in cui la morte ci coglierà. La libertà, la decisione, la volontà e compagnia bella: sono solo chimere. Pensiamo di poter produrre il miele senza condividere il destino delle api: ma anche noi siamo soltanto povere api, destinate a portare a termine il proprio compito per poi morire."
Muriel Barbery, L'eleganza del riccio

"Non vediamo mai al di fuori delle nostre certezze e, cosa ancora più grave, abbiamo rinunciato all'incontro, non facciamo che guardare noi stessi in questi specchi perenni senza mai riconoscerci. Se ci accorgessimo, se prendessimo coscienza del fatto che nell'altro guardiamo solo noi stessi, che siamo soli nel deserto, potremmo impazzire. Quando mia madre offre degli amaretti di Ladurée a madame de Broglie, non fa che raccontare a sè stessa la storia della sua vita, sgranocchiando il proprio sapore [...] e quando le persone passano davanti alla portinaia non vedono nulla, perchè lì non si vedono riflesse. Io invece supplico il destino di darmi la possibilità di vedere al di là di me stessa e di incontrare qualcuno."
Muriel Barbery, L'eleganza del riccio

Seguono alcune fotografie di Stéphane Barbery.

09/02/12

Il palombaro, questo sconosciuto

demone
L'inverno abbruttisce. L'altro giorno ero tutta imbacuccata col maglione brutto e i calzini antistupro e Ozzy mi ha dato della palombara. Lì per lì ho annuito pensando che il freddo è una brutta cosa, poi ci ho riflettuto e ho chiesto ad Ozzy cosa c'entrassero le colombe. Lui, perplesso, mi ha domandato da dove diamine le avessi tirate fuori, queste colombe. Beh, ho risposto, mi hai dato della palombara, ovvero colombara, una barbona che passa le giornate con le colombe, un pò come l'amica di Kevin in "Mamma mi sono smarrito a New York". Ma no, ha detto lui, un palombaro è un tizio tutto imbacuccato che scende sott'acqua con lo scafandro. Eh? Te lo stai inventando. No, ti giuro, poi ti faccio vedere, ha sghignazzato.

Dopo un pò ritorna sconvolto. Ho cercato su google, ha detto, pare che un palombaro sia effettivamente un tizio che nuota con lo scafandro, ma palombarius in latino significa cacciatore di colombe. Come facevi a saperlo? Eh, sapessi, rispondo io. Sono posseduta, mi pare evidente.

Da quel momento in poi, hanno cominciato a chiamarmi Demone.
palombaro

La gente mi ha chiamata in molti modi. Violetta, Mercoledì Addams, mirtilla putrefatta, biondina (mai termine fu più offensivo), Lady Gaga (ok questo è il più offensivo di tutti), svampita, essere colorato. Ma mai avevo avuto un soprannome così figo: Demone. Che meraviglia.

08/02/12

Jock Sturges, un eterno Eden

Jock Sturges naked women
Jock Sturges, Misty and Dawn
Jock Sturges girl Fanny
Jock Sturges, Fanny


Secondo me non c'è nessuna differenza tra la pittura e la fotografia. E' vero, la pittura iperrealista implica tempi di realizzazione e capacità tecniche notevoli, ma l'arte non è un esercizio di stile, uno sfoggio delle proprie conoscenze. L'arte è comunicazione. Secondo me la fotografia è il mezzo più rapido e facile per comunicare delle sensazioni astratte. La mia è solo un'opinione ovviamente e non credo che si tratti di una verità assoluta soprattutto nel caso dei puristi della fotografia. Però insomma, questa divagazione inutile era per dire che per me la fotografia ha lo scopo di mostrare agli altri la realtà dal proprio punto di vista e  mi affascina terribilmente guardare le foto, mi sembra di entrare nella testa di chi le ha fatte, nei suoi ideali di bellezza, nel suo modo di vedere le cose e le persone, in ciò che vorrebbe dire. Nel caso di Jock Sturges mi sento particolarmente appagata perchè vedo ciò che vorrei vedere io, un mondo perfetto ed etereo di sguardi limpidi e corpi fragili senza niente di aguzzo intorno, nessun elemento che possa in alcun modo ferirli, disturbarli, sporcarli, niente. Le sue foto sono un eterno Eden. Ho la stessa sensazione con i quadri di Chagall. E' difficile spiegarlo a parole. Vabbè, guardatevi le foto e amen.
Jock Sturges naked women on the water
Jock Sturges, Misty and Dawn on the water

07/02/12

Capelli colorati, uno stile di vita

parrucchiere
Ecco alcune curiosità e consigli in merito alle chiome dalle tinte innaturali, direttamente dal nostro esperto dai capelli blu. Vedi anche "Capelli lunghi: i consigli dell'esperto."

  • Da quanto tempo ti tingi i capelli e perchè ne senti la necessità? Ciò che ha innescato in me la passione per le chiome fluenti e multicolor sono stati i molteplici libri, fumetti, giochi e film fantasy con i quali ho avuto a che fare durante la mia infanzia. L'idea di far crescere i miei capelli è nata assieme a quella di tingerli d'argento verso i miei 9 anni, sebbene ne abbia avuto la possibilità concreta solo verso i 13. Descrivere il perchè ne sento la necessità non ha risposta semplice. In realtà non la definirei nemmeno "necessità". Diciamo solo che vorrei trasformarmi in uno di quei personaggi che tanto mi affascinavano durante l'infanzia... forse cerco solo di evadere dalla realtà e fuggire più che posso nel mio mondo immaginario. Oh, ma ti aspettavi più una risposta breve che una autopsicoanalisi, immagino... beh, allora mi limiterò solo a dare questa risposta (verissima, fra l'altro): esteticamente i capelli colorati mi piacciono da morire!
  • La tua capigliatura inusuale ti ha mai creato dei problemi con genitori, professori o altro? Tantissimi. Più fastidiosi che realmente irritanti, però. Mio padre mi ha minacciato così tante volte di tagliarmi i capelli a zero mentre dormivo da farmi sviluppare una forma di Tonsurefobia abbastanza particolare: riesco a dormire solo con la porta chiusa a chiave dall'interno, per non parlare del fatto che solo certe persone hanno il permesso di toccarmi i capelli. Questo è il più grave problema che ho mai avuto. Il più fastidiosamente ridicolo, d'altra parte, è invece l'essere sempre scambiato per un ultras sfegatato; nulla mi stimola l'ira funesta quanto il sentirmi rispondere, quando si parla di calcio (che io detesto), non appena esprimo il mio dissenso: "Ma come? Non tifi?! Ma non sei interista?!!". Solo perchè la combinazione di colori che porto più spesso è Blu Cobalto con il mio castano scuro naturale! 
  • Quanti colori hai cambiato nel corso della tua vita? Ancora molto pochi, anche perchè non mi piace cambiare spesso. I colori che si trovano più di frequente sulla mia chioma sono tutte le tonalità di Blu e di Verde (che scrivo con la maiuscola perchè sono i miei colori eletti!). Ho avuto i capelli viola una volta, ma solo per una settimana. In genere non amo cambiare colore, più che altro ciò che faccio è cambiare la posizione delle ciocche colorate o il pattern di combinazione fra i colori . Non ho mai tinto l'intera chioma fin ora, in genere tingo una larga porzione di capelli, lasciando il resto a riposare per qualche tempo, per poi cambiare di nuovo! 
  • Dove consigli di acquistare le tinture? E' sempre meglio acquistare le tinture che si vogliono usare online. Esistono siti come Haircrazy.info e Haircrazy.com, che sono rispettivamente una community ed uno shop (ahimè, solo per anglofoni), ove non solo è possibile acquistare le tinture a prezzi molto modici, ma è anche possibile discutere con persone che queste stesse tinture le hanno provate e vedere in foto i risultati delle loro esperienze, così da farsi già un idea di ciò che si vuole fare! In genere questa possibilità delle foto è possibile anche sui siti ufficiali della ditta della tinta che si vuole comprare, ma non sempre. Spesso la foto che si vede sulla confezione poi, non è neanche vera, ma un lavoro di photoshop.
  • Quali sono le marche migliori? Premettendo che io non sono un esperto, ma solo un appassionato, per la mia esperienza posso affermare che le marche migliori di tinture "casalinghe" in commercio fin ora siano la L'Oreal e la Testanera, per quanto riguarda le tinture cosiddette "permanenti" e dai colori più "naturali", mentre la Manic Panic, la LaRiche "Directions" e la Special Effects o SFX sono le marche migliori di tinture "semipermanenti" e di colori innaturali come blu, verde e viola! Esistono marche professionali, comunque, come la Goldwell, che sono veramente ottime se avete un parrucchiere disposto a vendervene un po'!
  • Quale pensi sia il procedimento migliore per tingersi i capelli di un colore acceso? Questo dipende molto da che colore si vuole fare sul capello. E' difficile rispondere sinteticamente ad una domanda del genere... I colori innaturali o "accesi", come li chiami tu, sono tutti colori che necessitano di essere applicati su una base decolorata per far sì che siano visibili. Il capello ha una pigmentazione naturale tendente al rossiccio-ramato. Più il colore da fare è "opposto" a questa pigmentazione, più è necessario decolorare perchè il risultato finale non sia alterato. In generale i rossi, gli arancioni ed i viola accettano capelli più scuri, mentre per fare dei gialli, dei verdi e dei blu serve sempre una base molto chiara. Il procedimento ed il meccanismo secondo cui prepararlo, dunque, è molto semplice in realtà!
  • Come si può far durare più a lungo la tintura? Brutta notizia: non si può far durare più a lungo una tintura di quanto non sia predisposta a fare. Si può però cercare di fare sì che essa duri quantomeno per il tempo preposto. Non lavare i capelli troppo di frequente, evitare lo styling con il calore, usare shampoo delicati e trattamenti ultranutrienti, sono tutti degli ottimi consigli, sia per la durata del colore che per la salute del capello. Infatti più il capello è sano meno tende a perdere la tinta, perchè la sua struttura è più integra e meno porosa. 
  • Sai toccarti la punta del naso con la lingua? E' disgustosamente affascinante, ma seppur ci abbia provato per anni, non ci sono mai riuscito, ohi ohi ohi...

06/02/12

Rune Guneriussen photography


Rune Guneriussen


Rune Guneriussen è in grado di raccontare fiabe surreali attraverso le sue foto. Dà vita ad oggetti inanimati come lampade, sedie, telefoni, incastonandoli abilmente in paesaggi naturali. Il fotografo norvegese colpisce soprattutto per la sua capacità di donare poesia a oggetti che nel quotidiano ci appaiono banali e poco interessanti.




05/02/12

La caducità del sangue di zanzara

Non sono ebete. E' che mi disegnano così.

Cogito ergo sum. La mia impellente necessità di assicurarmi l'esistenza per il futuro attraverso la pubblicazione programmata è andata a farsi fottere. (traduzione da morgano a italiano: mi si è scaricato il blog e non ho avuto voglia di ricaricarlo). Gli Umpa Lumpa tirano un sospiro di sollievo.  E così ho postato a singhiozzo giusto per gli eventi veramente importanti, tipo la chiusura di Megavideo. Ora ho messo alcuni post in coda e dovrebbero bastare per un pò di tempo. Vi ho riservato una chicca speciale: il tutorial che spiega passo passo come farsi i capelli bianchi, scritto dal nostro esperto dai capelli blu. Per il resto poca roba. Attendo nel frattempo di esser colpita da una gran voglia di blaterare a vanvera per continuare a sollazzarvi, cosa che secondo i miei piani dovrebbe accadere se consideriamo che mi aspettano raffiche di esami e, quando devo studiare, il mio cervello generalmente ciarla di futilità, più o meno in questo modo: oh, il capitolo del rinascimento in Italia, che sarà mai quella macchiolina sul muro, una zanzara spiaccicata forse? Chissà quanto ci mette il sangue di zanzara a decomporsi. Ma si decomporrà veramente? Se le pitture rupestri del paleolitico esistono ancora, è possibile che il sangue di zanzara rimanga per sempre su quel muro, ma quel muro reggerà mai per milioni di anni? Ho sentito dire che il cemento armato dopo sessant'anni si sbriciola. E così via.

02/02/12

Strategie di annientamento del cattivo umore

Appena riemersa dal caos sbuffavo pensando agli oggetti smarriti. Tu ridevi. Cioè, non vedevo la tua faccia in quel momento, ma sono certa che ridevi. Ho dato un paio di ultime bracciate nel disordine, poi ho chiuso la porta. Avrei voluto lavarmi via dalla faccia quell'espressione allarmata che ero certa di avere ma non ci sono riuscita. Ero tutta confusa per via di un nonsochè che avevo perso e non avevo il tempo di cercare. Mi passavi la macchina fotografica seminando sorrisi. C'era una roba bianca che faceva capolino da dentro la custodia, ho pensato fosse uno scontrino, la lista della spesa o qualcosa di irrilevante finito lì per sbaglio. Sono un disastro, mi son detta. Il pavimento era reso appiccicoso dai miei sensi di colpa, ci ho messo impegno per non sprofondarci dentro. Sono andata via incazzata nera con me stessa. Dopo alcuni giorni ho rivisto spuntare quell'odioso pezzo di carta bianco dalla custodia. Simbolo della mia negligenza, del disordine, della distrazione, degli oggetti che sposto senza rendermene conto. Ora lo distruggo, ho pensato. L'ho tirato fuori. Era un sorriso che ci avevi infilato dentro di nascosto.

01/02/12

Chiusura Splinder

Oggi è morto Splinder. Funzionava molto meglio di blogspot, era bellissimo, il mio Splinder. Ma, come tutte le cose fatte dagli italiani, ha avuto una breve vita. Tempo fa mi ero pentita di esser passata a blogspot appena Splinder aveva iniziato a puzzare di malato terminale. Mi sentivo una povera catastrofista incompresa. Ma ahimè avevo ragione, e così ieri, dopo una lunga agonia, l'hanno soppresso. Nonostante io sia favorevole all'eutanasia, oggi piango lacrime di sangue. Splinder, ci mancherai.

Ma anche no. Crepa tu con tutto il tuo staff strafottente che ci ha lasciati sempre soli a marcire nella nostra merda. Segue un post di lamentele che avevo scritto nel marzo del 2011, giusto perchè mi dispiace buttarlo.

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