Zucchero Nero
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21/09/13

Biscotti a forma di coniglio

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Ho sempre sognato di avere una fabbrica di conigli.

Vorrei prendere un gruppo di conigli e farli figliare all'infinito solo per sollazzarmi con l'orecchiuta prole, ma qualcosa mi dice che è meglio non farlo. Nonostante tutto, si tratta di esseri viventi, non di Gremlins immaginari da infilare nella vasca da bagno in modo da poterti rotolare tra centinaia di palle di pelo. Quindi, è meglio che io mi sfoghi preparando biscotti. A forma di coniglio, ovviamente.

Ho usato una formina per biscotti di Miffy che ho acquistato dalla Cina con furore al modico prezzo di un paio di euro, spese di spedizione gratuite. Se vi interessa la trovate qui.

L'impasto è semplice pasta frolla che, al mio palato abituato ai biscotti cerealosi e insipidi, risulta iperdolce e iperburroso iper iper iper. Per i biscotti, non riesco ancora a trovare una buona via di mezzo tra l'insignificante e il porcoso. Per un po' ho fatto biscotti vegani che sì, son commestibili, ma la margarina gli conferisce un retrogusto di cibo per criceti. Poi mi sono rotta il cazzo e son passata alla pasta frolla classica, che però ha un sapore troppo porcoso per me. Sono in crisi mistica biscottosa.

19/09/13

La Bella Addormentata e l'invasione improvvisa

Driiiin. Driiiiin.
Telefono. La Bella Addormentata nel Caos si girò dall'altra parte e continuò a dormire.
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Driiiin. Driiiin.
Telefono.

Drooon. Drooon.
Citofono.

Che cacchio sta succedendo?! Un incendio? Un disastro nucleare?
No, peggio: il padrone di casa.

La Bella Addormentata nel Caos fuoriuscì dalla tana e aprì la porta.

- Morgana! - disse il padrone - Scusami se non ti ho avvisata, me ne sono dimenticato.
- Mh. - disse Bella Addormentata.
- Sembri rassegnata. - disse il padrone.
- Sì, ho finalmente capito che non c'è speranza.

Il padrone entrò in casa, seguito da un'orda di gente. Probabilmente si trattava del parentame della nuova inquilina.

Il padrone, passando accanto alla stanza della Bella Addormentata, si preoccupò che il parentame potesse angosciarsi all'idea di lasciare la propria pargola tra simili caotiche grinfie, così tentò di nascondere il Caos alla vista dei presenti, chiudendo la porta.

- Scusate, - disse il padrone, indicando alcune costellazioni di briciole sul pavimento della cucina - le ragazze tengono in ordine, di solito.
- Mh. - disse la Bella Addormentata, raccattando latte e biscotti. Li depose sul tavolo e, infischiandosene di qualsiasi cosa stesse accadendo, iniziò la sua sacrosanta colazione.

Il padrone di casa, il parentame e tutti quanti blateravano, tiravano fuori documenti. Qualcuno chiese alla Bella Addormentata di firmare un contratto. La Bella Addormentata scosse la testa. Non era il momento di svolgere attività che richiedevano l'uso dei neuroni.

Di solito, quando altri esseri umani si intrufolavano nella tana, la Bella Addormentata si prodigava negli onori di casa, costringendo gli ospiti a tracannare té e zompettando tutto intorno con aria sorridente e ospitale.

Quella mattina, la Bella Addormentata desiderava uccidere tutti.

18/09/13

Palermo e gli occhi dello straniero

palermo
Alcuni giorni fa, sulla bacheca di Facebook, è spuntato uno status un po' particolare. Mi è piaciuto e ho voluto conservarlo, trovavo fosse un peccato lasciarlo disperso tra le boiate dei social networks. Lo incollo qui. L'autore è Alekos Tractor.

E svegliarsi la domenica mattina alle 8, dopo aver sorseggiato un caffè amarissimo. Camminare per le strade quasi deserte della mia città, con gli occhi dello straniero e le scarpe ancora sporche della terra della Magione.

17/09/13

Il Palermitano è destinato all'estinzione

Il Palermitano è una delle creature più interessanti del regno animale. Generalmente, si presenta con un aspetto pungiglioso accentuato dal monociglio e con un caratteristico colorito tra il verdognolo e l'arancione. Se credete di essere di fronte ad un Palermitano, controllate bene prima di toccarlo: potrebbe trattarsi di un fico d'india.

Difatti, fichi d'india e palermitani hanno un aspetto pressochè identico e si distinguono solo per via della logorrea, presente solo nel Palermitano. Il fico d'india, grazie al cielo, non parla.

Molti pensano che sia sufficiente vivere a Palermo per poter essere Palermitani, e invece no. No no. Il Palermitano di tipo Puro deve necessariamente avere alcune Peculiarità. Non basta di certo esser nati, cresciuti e morti a Palermo per essere dei Purosangue Palermitani di serie P. Che Presuntuosi!

Il Palermitano, oltre ai tratti somatici simili a quelli del fico d'india, ha delle abitudini molto particolari. A differenza delle altre specie animali, che mirano all'autoconservazione e allo sviluppo della propria specie, egli tende piuttosto all'autodistruzione della stessa e si impegna con tutte le sue forze per raggiungere il proprio obiettivo, con una caparbietà ed una tenacia non paragonabile a nessun'altra specie.

In che modo il Palermitano si autodistrugge?
Vediamo insieme alcune tecniche adottate dal Palermitano di serie P per avvicinarsi in fretta all'estinzione.

  • Impossibilità di accoppiamento. Il Palermitano, rimasto all'età della pietra, crede di potersi riprodurre strillando frasi oscene alle passanti. Dopo millenni di evoluzione, il Palermitano non si è ancora accorto che questo tipo di atteggiamento provoca la fuga di qualsiasi creatura pensante. Il Palermitano non si è ancora estinto perché, le poche volte che riesce a convincere tramite clava qualche fanciulla all'attuazione del coito, non usa alcun tipo di contraccezione (all'età della pietra i preservativi non esistevano), e dunque i due, volenti o nolenti, si ritroveranno a crescere numerose cucciolate.
  • Animale soggetto a proliferazione batterica. Il Palermitano Purosangue con la P maiuscola, provenendo da millenni di egemonia mafiosa sull'acqua, è abituato ad averne pochissima a disposizione e quindi tende ad usarne il meno possibile. Cosicchè, il Palermitano P è ricoperto da uno strato di sudore e sporcizia che rimuove circa una volta alla settimana con poche gocce d'acqua. Tale strato unto, umido e maleodorante favorisce la moltiplicazione dei batteri e la contrazione di malattie.
  • Habitat soggetto a proliferazione batterica. Il Palermitano, a differenza di gatti, conigli e numerosi altri animali più evoluti di lui, non è restio a vivere nella sporcizia, anzi, si impegna ogni giorno per rendere il proprio habitat più sporco possibile. Il Palermitano non ama impegnarsi, ma per rendere il suo habitat abbastanza sporco e maleodorante riesce a tirar fuori immense energie che mai si sarebbe immaginato di avere. 
  • Alimentazione ipercalorica a base di fritture, grassi ed intestini di animali. Il Palermitano si nutre di panelle, crocchè, panini con la milza, stigghiola, arancine, rosticceria andata a male e qualsiasi altra cosa in grado di aumentare il colesterolo a livelli esponenziali. Il Palermitano riesce ad ingerire frutta e verdura solo se impanata, fritta, unta e ricoperta di formaggio. Il Palermitano è indiscutibilmente obeso.
  • Inettitudine sociale. Il Palermitano Purosangue con la P maiuscola, a differenza delle formiche, dei cani, delle api e degli gnu, non ha ancora compreso l'importanza dell'organizzazione sociale per il mantenimento della specie. Così, oltre a non rispettare alcun tipo di regola o senso civico, il Palermitano alterna in maniera del tutto casuale degli atteggiamenti dominanti o sottomessi. La fase dominante prevede urla, polemiche sterili, minacce, scippi e accoltellamenti. Se due esemplari Palermitani si incontrano entrambi in fase dominante, in genere scoppia una rissa a cui si uniranno numerosi esemplari in fase sottomessa. La fase sottomessa riduce il Palermitano ad uno schiavo senza dignità alcuna che si diletta a leccare i deretani altrui.

16/09/13

Il cimitero dei sentimenti ammazzati

Il tempo passa, le lapidi si accumulano. Vorrei commemorare i rami defunti. In che modo gli atei commemorano i morti? Gli elefanti ne accarezzano le ossa. Io non ho ossa da accarezzare, perché i corpi dei miei morti sono vivi. Il cuore è solo un fragile albero la cui linfa vitale, per sua natura, nutre i suoi rami. Sia quelli rigogliosi e verdeggianti, sia quelli tumorali. Per questo è importante l'uso delle cesoie. Si tratta di sopravvivenza.

"E il fiume avaro è tornato alla foce. Radici e radici al crepuscolo crescono. Piena è la terra di ceneri spose. Piena è la terra di ceneri spose. Scoppiò la luna, e diventammo anime."


13/09/13

Come fare il tè freddo: il trucco dell'infusione in acqua fredda!

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Ta-daaan! Da poche settimane ho scoperto come fare il tè freddo utilizzando le comuni bustine. Quello buono intendo, tipo l'Estathè alla pesca, non quello che lasci in infusione in acqua bollente, lo fai freddare, lo metti in frigo e poi diventa una schifezza.

06/09/13

La Bella Addormentata nel Caos e l'omino aggiustino

Grifoni. Un gioco in campagna, si interpretavano animali mitologici per far fronte ad un grande allagamento. Lei interpretava un nonsocosa, in ogni caso pensava che il fantasy non era poi così male. Avrebbe dovuto scriverci un libro, sì.

Suonò la sveglia.

La Bella Addormentata nel Caos guardò l'ora. Le otto. L'omino aggiustino che avrebbe dovuto aggiustare la catapecchia stava per arrivare. Bah, il padrone di casa se ne dimenticherà anche stavolta, si disse. Molto meglio gli unicorni. Si girò dall'altra parte.

Unicorni. Stava incollando delle ali ad un unicorno di plastica che le aveva appena regalato il bambino che interpretava il grifone. Giardino Zen. C'era un giardino Zen a villa Trabia con tanto di monaci buddhisti vestiti di arancione. Ok, caro unicorno volante, andiamo ad esplorare il giardino Zen. La colla non tiene, le ali sono incollate male, stanno all'ingiù. Bisogna agitarlo per far sembrare che stiano in sù. Dannazione.


la bella addormentata nel bosco, Hans Zatzka
La bella addormentata nel bosco, Hans Zatzka

Suonò il citofono.
Gneeeeeeeeee.
Che ore sono? Le nove e mezza. Oh, il padrone di casa dev'essersi deciso a mandare l'omino aggiustino. Sia lodato il cielo.
La Bella Addormentata nel Caos, che dormiva da circa 12 ore, saltò su come una molla, scansò calzini, valigie e New Rock e corse al citofono.

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