Zucchero Nero
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06/10/15

Invincibili

invincibili

Facciamoci un piercing ora, mi dicevi. Sai, ho sempre sognato di averne uno proprio qui, sotto alle labbra.
Ho voglia di bucarmi, ripetevi. Ho voglia di bucarmi! Quasi urlavi, mentre la gente passava al tuo fianco. Facevi in modo che ti sentissero tutti, che credessero parlassi di eroina, impegnandoti a suscitare disprezzo. Non ho mai compreso il gusto che provi a mostrarti sbagliata, il più sbagliata possibile, nonostante tu fossi una delle persone più giuste che io abbia mai conosciuto.

Eroina. Che sarà mai l'eroina in confronto alle nostre menti, ai nostri occhi che per loro natura distorcono il mondo in fiaba o in pantomima grottesca. Forse è per questo che abbiamo così tanto bisogno di verità. E' come se il reale a noi non fosse concesso.

C'era un tempo in cui eravamo noi ad essere eroine. Nonostante tutto intorno cadesse a pezzi, trovavamo conforto nel nostro lirismo. Ti ricordi delle schegge di corallo sulla pelle del mare e dei fiori che crescevano nel niente e di te incastonata nella roccia e dei miei capelli cangianti e di te nella sala d'aspetto che parlavi con mia madre e di tuo padre che ci guardava dalla barca e del nastro isolante che mettevamo dappertutto e di me che ti fotografavo e di te che mi dicevi cose orribili e di me che restavo impassibile perché sapevo che non erano vere e di tutte quelle cose che ci siamo perdonate a vicenda perché tanto nessuna delle due sarà mai perfetta.

Se non lo facciamo ora non lo faremo più il piercing, mi dicevi, andiamo a bucarci. E io pensavo ai nostri denti fragili. Ai tuoi denti di cristallo, ora piegati in un ghigno rabbioso. Vorresti mordere tutti.

E quanta gente c'era, quel giorno. Un fiume in piena. E io non vedevo nessuno ma tu vedevi tutti. Se smetti di ascoltare puoi immaginare di essere a New York, ti dicevo. Tentavo di arginare i tuoi loop rabbiosi e nel frattempo raccoglievo i cocci di te, provavo ad incollarli insieme, fingendo di non essere rotta a mia volta.

A volte penso che qualcuno dovrebbe scrivere di noi, di te che mi imboccavi in quel bar e di me che buttavo gli occhi al cielo ma che nel frattempo pensavo a quanto siamo cambiate, quanto siamo diverse dai tempi in cui ci era difficile anche solo dividerci una pesca. Quanto siamo diventate forti, siamo così forti, siamo ormai invincibili.

29/09/15

Calabroni, sardine, asini e altri insoliti incontri

asinelli-bianchi
Caro blog, è davvero tanto tempo che non ti scrivo. Bisogna che io ti racconti molte cose e, siccome non so da dove cominciare, credo che andrò in ordine di futilità. Da quando ti ho parlato degli oggetti inutili sparsi per la stanza, ho scoperto il piacere di elencare cose. E così, un po' come il protagonista del libro "Caos calmo",  sto per farti un altro elenco di dubbio interesse. Questa volta si tratterà dei bizzarri animaletti che mi è capitato di incontrare negli ultimi mesi. Magari la prossima volta ti elencherò i miei calzini spaiati, oppure gli ingredienti dei cereali con cui faccio colazione. Sei un po' ansioso di sapere se contengono olio di palma, eh?

Ad ogni modo, cominciamo.

  • Calabroni. Sì, ho incontrato innumerevoli calabroni, dappertutto. Nella mia stanza, al mare, dentro alla mia serranda, sulle strisce pedonali mentre attraversavo la strada. Questa faccenda ha dell'incredibile e merita un post a parte. Ci sono due spiegazioni: o all'improvviso sono diventata l'idolo dei calabroni, oppure stanno semplicemente architettando un complotto per tentare di uccidermi.
  • Asinelli bianchi. Caro blog, non avrei mai immaginato che le orecchie degli asinelli fossero così simili a quelle dei conigli. Forse perchè, generalmente, quando incontro un asino non mi viene mai in mente di tirargli le orecchie. Ma questi asinelli erano bianchi, piccini e molto simpatici, quindi spupazzarli come fossero coniglietti era doveroso.
  • Esserini strani. Mentre cambiavo il vaso alle piante acquatiche della mia coinquilina, mi sono accorta che l'acqua brulicava di esserini. Mi sono entusiasmata tantissimo, ero convinta che fossero dei girini e che sarebbero diventati rane. Ho pensato che magari qualche uovo di rana fosse rimasto tra le radici della pianta quando l'aveva comprata. Ho telefonato alla mia coinquilina spiegandole l'accaduto e lei mi ha detto, magnanima "Prima che ti ci affezioni, buttali." Cosaa?! Ma potrebbero essere rane, pesci, cavallucci marini, unicorni! Per sicurezza, ho deciso di chiedere a Google. E Google mi ha risposto. Beh, erano larve di zanzara tigre.
  • Sardine immaginarie. Ok, non sono sicura che fossero sardine, ma ci assomigliavano. Le ho incontrate al mare. Stavo chiacchierando con Titty quando ho sentito qualcosa punzecchiarmi i piedi, e le ho viste. "Oh, i pesci!" ho detto. "Dove?" "Beh, ora non si vedono più." Abbiamo continuato a ciarlare amabilmente finché non li ho rivisti e ho urlato "Eccoli di nuovo!". "Dove?" "Beh, sono andati via." E' capitato altre volte, fino a che Titty ha iniziato a preoccuparsi e mi ha chiesto se mi sentissi bene. Poi mi ha parlato di allucinazioni. Per fortuna, alla fine, le ha viste anche lei, le sardine. Chissà se c'erano davvero o se si trattava di un'allucinazione collettiva.
  • Bertucce. Le ho incontrate allo zoo di Poppi. A me le scimmie non fanno impazzire, ma Massi le adora, gli fanno lo stesso effetto che a me fanno i conigli e quindi ha insistito perché io dividessi la mia preziosa pesca con una bertuccia, perché voleva fotografare il fatidico momento in cui sarebbe avvenuto il contatto tra mano morganica e mano scimmiesca. Ebbene, mentre consegnavo di malavoglia parte della pesca alla mia pelosa amica, ho avuto un dejà vù.

bertuccia

18/09/15

Cosa c'è nella mia scrivania?

scrivania
I soprammobili dicono davvero molto di noi. Perché sono oggetti privi di utilità e hanno l'unico scopo di sollazzare le nostre esistenze evocando qualcosa, qualsiasi cosa a cui desideriamo pensare.

Ad esempio le casalinghe represse amano quegli ammennicoli sbrilluccicosi come se desiderassero una vita da regine, gli adolescenti amano copiare le decorazioni da Tumblr come se avessero la zucca del tutto priva di gusto personale, i padri di famiglia frustrati non amano nulla e sono assenti dalle teche tanto quanto da loro stessi.

Riflettevo sui soprammobili perché ho due amiche stanno traslocando e, durante la resa dei conti a cui ogni trasloco costringe, entrambe hanno scritto su Facebook uno status in cui elencano i propri soprammobili:

"I soprammobili di una qualunque ragazza di quasi 28 anni: foto, pupazzetti, peluches e roba simile. I soprammobili in mio possesso:

  • 2 action figures di Dante da Devil May Cry (primo e quarto capitolo della saga)
  • 1 action figure di Altair da Assassin'S Creed
  • 1 action figure di Ezio da Assassin'S Creed 2 (con il costume da Gran Maestro Nero)
  • 1 action figure di Connor da Assassin'S Creed 3
  • il cofanetto di Assassin'S Creed 2 con doppio fondo per nasconderci degli oggetti
  • un paio di fate in ceramica dipinte a mano

Senza contare la Play Station 2, la Wii e l'Xbox 360 rossa.
Un mondo bellissimo."
Ilenia

"25 anni.. mini spiderman, draghi, fate e pio... C'é qualcosa di convenzionalmente strano in tutto ciò." Martina

Ecco. Nonostante conducano vite da adulte e facciano cose da adulte come studiare all'università o guidare un'auto, nel loro intimo sono delle sognatrici, delle eterne Peter Pan a cui piace volare via con la mente verso fate, draghi, animaletti ("Pio" sta per pulcino, non per Padre Pio) e personaggi immaginari. E' una bella cosa. Baudelaire diceva che il vero genio è l'infanzia ritrovata a volontà. Dubito che si riferisse a Devil May Cry, ma il punto è che non bisogna mai impedire alla nostra mente di sognare.

Bene. Nel loro intimo, sono delle sognatrici. E io, nel mio intimo, chi sono?

A giudicare dall'aspetto della mia scrivania, temo di essere parecchio confusa.

Ora, dubito vi interessi conoscere tutti gli elementi che occludono la mia scrivania. Taccio per il vostro bene. Non ho nemmeno soprammobili, non mi piacciono, ma possiedo degli adorabili oggetti senza utilità, che stanno lì solo a prender polvere e a rallegrarmi le giornate.


  • Vaso di vetro fucsia con dentro una rosa nera. Me l'ha regalata un tizio di un negozio d'antiquariato, mi aveva visto fissarla con aria sognante. Prima la tenevo sulla libreria, faceva molto Yamamoto Masao in technicolor. Poi, quando ho preso un libro e mi è caduta in testa, ho deciso di spostarla sulla scrivania. 
  • Teschio di animale indefinito, forse un cane. Il mio ex lo trovò in mezzo ai campi. Faceva freddo, eravamo a Montepellegrino. Ricordo che indossavo un passamontagna integrale perchè faceva così freddo che mi si ghiacciava la faccia. Il mio ex faceva foto e io e il Signor Smith ci godevamo l'alba. Al signor Smith non facevo impressione col passamontagna e, al contrario degli esseri umani,  riusciva a prendermi sul serio anche se sembravo un terrorista. Ad un certo punto, da lontano, sentii urlare: "Morghyyyyyyy! Ho trovato una cosa per te!" Andai subito in fibrillazione, convinta che il mio ex avesse acciuffato un coniglio selvatico per farmelo accarezzare. Invece, era molto meglio: un teschio!
  • Teschio di corvo. Regalatomi da Chiara, a cui a sua volta l'ha regalato il suo gatto, credo. Non so perché mi piacciano le ossa di animali, forse mi affascina poter guardare e toccare qualcosa che una volta era vivo e adesso non lo è più. Quel corvo esiste, posso toccarlo, ma in realtà non c'è più, è solo un oggetto inanimato anche se lo percepisco quasi come vivo. E' un cortocircuito mentale tra la vita e la morte. Mi piacevano anche i fiori secchi e gli animali imbalsamati per lo stesso motivo, ma ho smesso di amare i primi quando hanno iniziato a puzzare di marcio e i secondi appena ho raggiunto l'età della ragione. Le ossa cruelty free sono il compromesso perfetto.
  • Conchiglia, raccolta dal fondo del mare da Spleen. Mi ha detto: la vuoi una conchiglia? Poi si è buttata, è sparita per un pò e quando è riemersa ne aveva due, di cui una era argentata. Naturalmente, quella argentata mi è caduta in acqua e l'ho persa. Però questa è rimasta e penso rimarrà per sempre. Mi piace perché mi fa pensare alla potenza improvvisa che Spleen assume nel mare. Lei non trova conchiglie per caso, lei va a prendersele quando vuole. Quella conchiglia mi ricorda che c'è speranza.
  • Palla di vetro, di quelle che se le scuoti cade la neve. Dentro c'è un teschio. Ricorda il cimitero del film "Il Corvo". L'avevo comprata per regalarla ad un amico diversi natali fa, ma l'ho sempre dimenticato. Adesso non capita quasi più di vederci, i rapporti si sono annacquati parecchio. Ma non come quegli amici che vedi una volta all'anno e vi raccontate un sacco di cose e siete contenti. No, piuttosto come quegli amici che si chiedono come va il lavoro, dove abiti adesso e la conversazione è già morta. La palla di vetro è rimasta lì come simbolo della mia procrastinazione.
  • Acchiappasogni fatto da me con qualche piuma trovata al mare.
  • Testa di plastica con parrucca fucsia. Mi piace parlarci ogni tanto. Da quando ho visto Mr. Beaver mi sento autorizzata a farlo. Purtroppo la mia amica di plastica non è loquace quanto il castoro, ma magari col tempo le si scioglierà la lingua e mi farà da personal coach. Avete notato come le parole coach e couch si assomiglino? Penso che non sia un caso.
Ok, se le mie amiche sono delle sognatrici, cosa dovrei dedurre dal fatto che parlo con teste di plastica ed espongo resti di animali morti? Tacete, vi prego, non dite nulla. Shhh, lo so. Stendiamo un velo pietoso.

teschi
Saluti e baci
So che tornare a scrivere nel blog richiede la scelta di un argomento importante e so che l'elenco delle mie cianfrusaglie non è esattamente ciò che vi aspettavate, ma devo riacquisire il dono della sintesi prima di condurvi nei più oscuri meandri delle mie pippe mentali. Scrivere (o, nel mio caso, vomitare stronzate) non è come andare in bicicletta. Se non lo fai per un po', perdi l'abitudine di equilibrare i processi mentali e diventi un fiume in piena o un foglio bianco.

17/06/15

Risalire in bicicletta

Non sopportavo che la vista non rendesse giustizia alla bellezza, quel particolare tipo di bellezza che risiede dentro alle persone e che il rumore del mondo a volte copre. Ecco perchè mi affannavo tanto a scolpire le facce per liberarle dal buio. Cancellare il rumore, tirare fuori la luce e sbatterla in faccia a tutti con violenza, così tanta violenza da risultare artefatta, in modo che nessuno potesse non vedere. Non era questione di arte o non arte, di capacità o incapacità, professionalità o incompetenza e tutte quelle storie lì che ignoravo del tutto.

Era questione di un'esigenza fortissima. Tutti dovevano vedere ciò che la normale vista rendeva poco evidente: la bellezza, quella vera.

Oggi ho liberato una faccia dal buio. Pigramente. Perchè dovevo farlo, dovevo farlo e  basta. L'ho vista risplendere. E' stato come risalire in bicicletta dopo tanto tempo. Forse non è il rancore ad avermi fermata. Certo, lo ha fatto all'inizio, ma adesso? Forse il rancore è soltanto un pretesto. La verità è che questo meccanismo ha iniziato a stancarmi. Forse la bellezza della gente non mi interessa più, perchè è davvero troppo effimera. E non mi riferisco a nulla di esteriore.

Dicono che bisogna vivere nel presente. Io non riesco ad impedirmi di vedere il futuro. Proietto il futuro sulle nostre facce e ogni spiraglio di luce si trasforma in probabile buio. Ho visto troppa bellezza trasformarsi in merda. Crescere significa anche questo, suppongo.

Vorrei che le cose cambiassero. Vorrei ricominciare ad aver bisogno di urlare bellezza. Era catartico, il mio mondo sembrava migliore. Ma non so come si fa a tornare indietro, non so come impedirmi di vedere il buio dentro agli occhi degli altri. Io festeggio il Natale anche se sono atea, ed è bellissimo. Quindi immagino possa essere altrettanto bello percepire la bellezza pur sapendo che diventerà altro. Ma non ci riesco, non ci riesco più. Ho tanto bisogno di verità, ma più la cerco e più mi sfugge, perfino io ho iniziato a mentire, perfino la mia bellezza che custodivo gelosamente si è trasformata in buio. Non so più chi sono, non so più chi siete. Datemi una macchina del tempo, crescere è orribile.

01/06/15

Il quokka parlante

Dolcini! Siete dolcini a leggere ancora questo blog nonostante io lo abbia trascurato così tanto. Grazie. E siccome siete dolcini, ho deciso di rendere questo luogo ameno un pochino più accogliente e colorato, così non vi deprimo gli occhi. Più colore di così non ce la faccio, ma insomma, apprezzate lo sforzo.

Ho un sacco di cose da raccontarvi. Grandi novità! Grandissime novità!
Sedetevi.
Rullo di tamburi.
Suspance.

Ho imparato ad usare Flash!
Ecco un quokka parlante che lo dimostra:

Ringraziamo Massimiliano per aver donato voce, mastichio, briciole e sopracciglia a tale nobile causa.

Lo so che Flash è obsoleto da diversi anni, lo so, ma provate a comprendermi. E' da quando ho finito il liceo che studio queste cose e tra il corso di web master, il triennio all'accademia e poi il biennio non ho mai trovato nessun insegnante in grado di spiegarmelo.

Certo, è un tantino assurdo, un po' come se uno si laureasse in matematica e non avesse mai trovato qualcuno in grado di spiegargli la tabellina del due. E rimanesse per sempre con questa grande lacuna, e continuasse a fare calcoli omettendo tutto ciò che riguarda il due e arrivandoci per vie traverse, magari usando il quattro e poi dividendo a metà. Il due, questo grande tabù.

Ma l'assurdità fa parte della vita, soprattutto della mia. Gli insegnanti non capivano Flash e, come biasimarli, nemmeno io lo capivo da sola: oltre a quella questione dei fotogrammi chiave che mi mandava in crisi mistica, io appena vedo codec, formati e numeri, divento scema. Mi manca il neurone tecnico-matematico, che posso farci. Quindi Flash per me era irraggiungibile come il Sacro Graal. Poi è arrivato il SEO e Flash è stato bandito. Ho tirato un sospiro di sollievo, ma dentro di me c'è sempre stata una vocina che ripeteva: il Sacro Graal, devi trovare il Sacro Graal, trova il Sacro Graal e sarà il tuo tessssoro.

Fino a che, qualche mese fa, è saltato fuori un insegnante, sì, un insegnante vero che, incredibilmente, insegna, e ce lo ha insegnato. Quest'uomo mandato dal cielo mi ha consegnato il Sacro Graal in persona, senza che nemmeno lo supplicassi. Ho iniziato ad animare conigli compulsivamente, poi sono passata ai pipistrelli, poi al quokka. Le bestemmie si sprecavano ma ne è valsa la pena. Ho il Sacro Graal, ho i superpoteri, sono dio, siete tutti rovinati. 

Vi trasformerò in creature parlanti e vi deriderò meschinamente.
Tutti.
Uno per uno.
Tremate.

10/05/15

Pubblicità sessiste nel 2015, cosa ne penso

I tempi delle pubblicità sessiste son finiti negli anni '50.
Già, lo credevo anch'io. Anzi, ero tutta contenta di guardare il nuovo spot di Desigual:

Questo spot lancia un bel messaggio e non solo per  ciò che dice la protagonista. La gioia di questa donna non è subordinata all'arrapamento di un uomo, nè al suo aspetto canonicamente perfetto. Anzi, sembra quasi che l'imperfezione la renda ancora più bella. Si legge tra le righe: vuoi essere figa come me? Bene, divertiti e fregatene.

Finalmente un copywriter ha capito come conquistare noi donne! Vi ricordate lo spot Desigual del 2014 che fece scandalo perché mostrava un dildo? E tutti a rompere il cazzo, perché si può fare ironia sulle bambole gonfiabili e su qualsiasi altro oggetto di trastullo maschile ma, appena si nomina un vibratore, apriti cielo.

Vi dicevo, mentre ero tutta gasata per questo nuovo spot, scopro che a Roma e a Milano, come se nulla fosse, stanno girellando degli autobus sulla cui fiancata è affissa questa pubblicità:

pubblicita-sessiste-deabyday

L'autore di questo capolavoro è Deabyday di De Agostini Editore, un canale youtube che prova a fare video tutorial da anni ma, visto che si occupa di argomenti poco interessanti tipo l'oroscopo o lo yoga per donne incinte, non se l'è mai cagato nessuno. Così, il signor Deabyday ha deciso di attirare l'attenzione con un argomento innovativo: il sesso.

C'è una petizione online per far rimuovere la pubblicità incriminata. Lì per lì ho pensato: ecco, le solite esagerate. E fatevela una risata, santo cielo, che sarà mai la frase "come tenersi un marito", e poi il sottotitolo "le donne ci sanno fare" è proprio di pessimo gusto ma da lì a fare una petizion... ehi, ma quello è un sacco da boxe?!?

Allora, signor Deabyday, io credo che lei abbia le idee confuse su chi debba essere il sacco da boxe di chi. Gliele chiarisco io. Ci vediamo sotto la vecchia quercia a mezzanotte, porti anche il suo copywriter e un paio di cesoie.

Ad ogni modo, il signor Deabyday non mi sembra l'unico a non aver colto alcuni concetti basilari del gentil sesso. Rimanendo in tema di spot pubblicitari, la stragrande maggioranza degli spot italiani di abbigliamento femminile sono così terribili che i reggiseni sembrano rivolti ad un target maschile, visto che mostrano una donna che si dimena in un letto. Cara pubblicità, vuoi convincermi a passare all'altra sponda?

Sarò esplicita: tutte sappiamo smignotteggiare.
Non importa se more, bionde, alte, basse, magre, grasse. Siamo donne. La capacità di sedurre è nel pacchetto di funzioni basic che ci viene fornito alla nascita, insieme all'abilità di abbinare i colori e al saper intrecciare i capelli. Che vi devo dire? Sarà qualcosa di ancestrale, ma così è.

Io me lo ricordo la prima volta che ho intrecciato. Ero all'asilo nido. Una bambina intrecciava dei lacci e io guardavo incantata quello strano gioco di dita. Voglio farlo anch'io, dissi, come si fa? E lei mi spiegò con una parlantina velocissima il da farsi, io non capii nulla. Presi in mano i lacci e.. magia! Le mie dita si muovevano veloci e dal mucchietto di lacci nasceva una treccia perfetta. Come se avessi sempre saputo farlo, come i gattini appena nati che, senza che nessuno gli spieghi nulla, vanno a ciucciare il latte della mamma gatta e sanno perfino dire miau.

Ok, detto questo, dovete spiegarmi una cosa: è così difficile capire che una funzione basic dal nostro punto di vista non rappresenta un valore aggiunto?

Per carità, nessuno vi impedisce di farmi una standing ovation perché abbino l'acquamarina col magenta, ma se pensate di attirare la mia attenzione promettendomi di insegnarmi a smignotteggiare, beh..

Tutte sanno abbinare i colori, tutte sanno intrecciare i capelli e tutte sanno sedurre. Chi più, chi meno, certo. Esistono le pittrici, come esiste chi si occupa di treccine afro ed esistono le pornostar. Sono professioni che partono sì dalle funzioni basic, ma che si sviluppano in qualcosa che va ben al di là del mero atto di accostare colori, intrecciare e far arrapare. Non tutte hanno le capacità* di specializzarsi in tali ambiti e non tutte ne sono interessate.

Io non riesco a capire. La mia massima ambizione deve essere per forza quella di far rizzare cazzi solo perché sono un essere umano di genere femminile tendenzialmente etero?

Capisco che, negli anni in cui venivamo considerate alla stregua di un animale da compagnia, l'unica possibilità che avevamo per prendere uno straccio di decisione nella nostra vita fosse quella di convincere l'uomo-padrone ad agire come volevamo noi, come fanno i gatti. E quindi manipolavamo seducendo. Sarà meschino ma, in tutta franchezza, se uno ti tratta come se appartenessi ad una razza inferiore solo perchè è fisicamente più forte di te, beh, il minimo che tu possa fare è trasformarlo in un burattino.

E quindi capisco che gli strascichi di questo retaggio culturale siano difficili da eliminare, ci vuole intelligenza. Ne consegue che parte degli uomini diano ancora per scontata l'associazione tra donna e creatura da seduzione fine a sè stessa. Ne consegue anche che alcune donne continuino a comportarsi come se ancora avessero le ali tarpate, a manipolare e a sedurre per ottenere i propri scopi, non riuscendo a capire che non ne hanno più bisogno e che possono tenere in pugno la vita in modi decisamente meno vili. Certe volte questo tipo di donne mi fanno arrabbiare. Anni e anni di cazziatoni agli uomini perchè ci trattano come animali da monta, anni e anni di tentativi di ficcare nel cervello della gente il rispetto umano, e poi arrivano queste gatte morte e mi rovinano tutto il lavoro fatto. E io mi incazzo, mi incazzo tantissimo.

Poi penso alla treccia che ho fatto all'asilo, penso ai gattini appena nati. E capisco.

Secondo me l'istinto tramandato da generazioni e generazioni è difficile da cancellare. C'è qualcosa nel nostro sangue che viene da chissà dove. E' per questo che continuiamo a farci del male a vicenda, anche se non ne abbiamo più motivo.

Io capisco, ma non tollero. Perchè anche se i nostri avi erano padri-padroni e le nostre ave gatte morte, anche se il nostro istinto fa schifo, il cervello ce l'abbiamo tutti e sarebbe sufficiente iniziare ad usarlo.

*Eh, fare la pornostar non deve essere mica così facile. Ve lo immaginate? L'intero universo che ti si infila in ogni pertugio per 8 ore al giorno e tu, che intanto ti domandi cosa mangiare per cena, devi continuare a far versi e a leccare qualsiasi appendice ti si presenti davanti fingendo di esserne entusiasta. Se non è talento questo.

17/04/15

Disegno infantile ed elogio dell'errore

"Una volta disegnavo come Raffaello," diceva Picasso, "ma mi ci è voluta una vita intera per disegnare come i bambini."
Tetsuhiro-Wakabayashi-cervo-fiori-illustrazioni-disegno-infantile
Tetsuhiro Wakabayashi
Ogni volta che disegno qualcosa,  sento un campanello d'allarme. E' sproporzionato! E' storto! Non è realistico! E' sbagliato, cancella! Anni di studi nel campo dell'arte sono utili ma pericolosi. Diventa molto difficile distinguere ciò che è corretto da ciò che è bello.

Cosa può essere considerato bello e cosa no? Cos'è il bello? In accademia abbiamo studiato diversi libri a tal proposito, stracolmi di teorie su teorie partorite da celeberrime menti, studiosi e filosofi che vanno dall'antica Grecia fino ad oggi. Se vi interessa vi passo i titoli dei libri, ad ogni modo nessuna di queste teorie ha cavato un ragno dal buco. Non in maniera definitiva, perlomeno. Mettendo da parte i paroloni e sintetizzando tutti questi studi in una risposta chiara e concisa alla nostra domanda, la risposta è "boh".

Studiare è giusto, ma dopo averlo fatto ho la sensazione che bisognerebbe dimenticare tutto e ripartire da zero. Le cose migliori che io abbia mai fatto, le ho fatte quando non sapevo nulla. Questo non perché bisogna essere ignoranti per riuscire a creare qualcosa di decente, ma perché fare un passo indietro e non diventare schiavi delle regole è ancora più difficile rispetto ad imparare le regole stesse.

Come si fa? Io non lo so davvero, spero di riuscirci un giorno. Penso però che l'errore vada rivalutato e che sbagliato non significhi necessariamente brutto.

Queste sono opere di alcuni illustratori che di regole, prospettiva, proporzioni e profondità se ne infischiano. Il risultato è qualcosa di onirico che ricorda il disegno infantile, ma realizzato con la consapevolezza di un adulto.

Tetsuhiro Wakabayashi

Tetsuhiro Wakabayashi è un artista giapponese. Utilizza prevalentemente pastelli, pittura acrilica e carta. I suoi lavori sono davvero diversi dallo stile tipico dei suoi conterranei.

Tetsuhiro-Wakabayashi-illustrazioni-artisti-giapponesi-contemporanei
Tetsuhiro Wakabayashi

Tetsuhiro-Wakabayashi-illustrazioni-artisti-giapponesi-contemporanei
Tetsuhiro Wakabayashi
Tetsuhiro Wakabayashi
Tetsuhiro Wakabayashi
Potete trovare altri lavori di Tetsuhiro Wakabayashi nel suo negozio etsy.

Julie Van Wezemael

Julie Van Wezemael è una graphic designer belga che realizza illustrazioni digitali sovrapponendo diverse textures, con un effetto simile ai collages.
Julie Van Wezemael
Julie Van Wezemael


Julie Van Wezemael
Julie Van Wezemael

Julie Van Wezemael
Julie Van Wezemael

Potete trovare altri lavori di Julie Van Wezemael nel suo blog.

Jo Shin Lee

Jo Shin Lee è un illustratore taiwanese che si occupa di illustrazione per l'infanzia. E' interessante il suo modo di usare i colori.

jo shin lee
Jo Shin Lee

Jo Shin Lee
Jo Shin Lee

Jo Shin Lee
Jo Shin Lee
Potete trovare dei lavori di Jo Shin Lee sul suo profilo Behance.

Rivalutare l'errore non significa però che dobbiamo sbagliare di proposito, altrimenti risulterebbe insulso come una risata finta.

"Punta sempre alla perfezione. Cerca, per esempio, di disegnare un cerchio perfetto e, poiché non si può fare, l'errore involontario rivelerà la tua vera personalità. Ma se vuoi rivelarla disegnando un cerchio imperfetto, il cerchio esclusivamente tuo, rovinerai tutto."
Picasso

24/03/15

Le sculture surrealiste di Ellen Jewett

Ellen Jewett fonde animali, piante e costruzioni umane in sculture surrealiste che sembrano smaterializzarsi nell'aria a causa degli spazi vuoti all'interno di esse.
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Ellen Jewett considera le sue opere come una scultura surrealista di storia naturale. Si ispira alle illustrazioni mediche e a studi di antropologia ed utilizza materiali prevalentemente naturali e atossici, con l'intenzione di conferire alle sculture un aspetto più autentico.
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pesci-sculture-surrealiste-ellen-jewett

volpe-sculture-surrealiste-ellen-jewett
uccelli-sculture-surrealiste-ellen-jewett

elefante-casa-sculture-surrealiste-ellen-jewett

volpe-sculture-surrealiste-ellen-jewett

E' possibile vedere altre opere di Ellen Jewett nel suo sito.

21/02/15

50 sfumature di yogurt scaduto

50-sfumature-di-grigio

Come sono felice! Mi son liberata da due esami e me ne manca solo uno per questo semestre, che è pratico, ciò significa che devo solo sgobbare ma non andar fuori di testa per memorizzare quintali di roba in tempo record. Quindi, i miei neuroni possono ufficialmente andare in vacanza fino a marzo. Gioia! Giubilio! Mentre attendo che Illustrator finisca di riflettere, (il mio pc è molto riflessivo e, ogni volta che faccio qualcosa, Illustrator si blocca e si prende del tempo per meditare sui massimi sistemi) posso raccontarvi qualcosa di scemo, come di consueto.

Ho una novità scema fresca fresca: ho visto 50 sfumature di grigio. Non sono pazza e non ho deciso di dedicare il mio tempo ai film meno fortunati in stile Madre Teresa, è che mi addormento guardando cose poco impegnative. Tipo Suspiria, Doraemon, la Sindrome di Stendhal, Sailor Moon, It, Nightmare, Gremlins. Cose del genere. E' la mia ninna nanna. Siccome avevo già sentito parlare malissimo del libro, ero certa che il film 50 sfumature di grigio sarebbe stato dello stesso spessore psicologico di Cip e Ciop.

Ebbene, non mi sbagliavo. Nonostante il trailer promettente, si tratta di un film scemotto, non erotico e nemmeno interessante, e i personaggi hanno la consistenza psicologica di uno yogurt scaduto. L'autrice (o il regista, non avendo letto il libro non so chi dei due abbia fatto più danni) ha mischiato delle cose che tra loro non c'entrano proprio niente. La confusione che fa tra bdsm e problemi di controllo dell'aggressività, tra uomo che vuol rispettosamente divertirsi e uomo psicotico che sfoga le sue piccole irritazioni sculacciando alla cazzo, tra donna vergine che non conosce il sesso e rincoglionita che non è capace di gestire la propria vita, beh.. tutte queste cose, generalmente, non sono due facce della stessa medaglia come la storia fa credere, ma stanno praticamente agli antipodi.

Provando ad immaginare che 50 sfumature di grigio sia contraddittorio per scelta, che l'autrice o il regista abbiano deciso di rivoltare il concetto di bdsm come un calzino e creare due personaggi estremamente originali nel loro essere patetici, ci sono riusciti male. Perché uno che sta lì a sottolineare che puoi andartene quando vuoi e che tutto ciò che fa deve essere assolutamente consenziente, uno che tramite la sua abilità di approccio con l'essere umano riesce ad essere il grande capo di una grande azienda, è per forza uno col cervello a posto, non può improvvisamente impazzire e sculacciarti solo perché non gli piaceva la faccia che hai fatto. Dall'altro lato, una che decide di rimanere vergine oltre i 20 anni in quanto non ha mai trovato quello che le piace veramente, deve essere una con un grande autocontrollo e anche parecchio schizzinosa, per cui non può non capire che se lui è ossessionato dall'idea di far male e a lei non piace beccarsi frustate, non hanno proprio nulla da spartire. Siamo proprio alle basi, visto che sei una figa di legno non puoi di certo tuffarti a pesce in direzione di qualcuno che sai essere incompatibile con te, sarebbe contro la tua natura. E lei non solo non lo capisce, ma chiede a lui di farle male per poi offendersi e scappar via piagnucolando. Ma sei cretina? Ma chi è quell'imbecille che ti ha creata, ragazza mia?

Comunque, la gente ha qualche problema. Ho letto che durante la proiezione del film, al cinema hanno iniziato tutti ad accoppiarsi come conigli e a masturbarsi. E allora se vedono un porno che fanno, corrono in strada nudi ed iniziano a trombarsi i monumenti? E ho letto anche che, pagando la modica cifra di 12 mila dollari, si può diventare Anastasia per un giorno, con un Christian Grey tutto per sé disposto a portarti a spasso in elicottero e a frustarti come dio comanda. E io ho pensato che doveva essere una bufala, perché è da pazzi pagare 12 mila euro per qualcosa che molta gente farebbe volentieri gratis. E invece è vero e hanno già comprato 50 biglietti.
50 biglietti da 12 mila euro ciascuno.
Per un gigolò.
12 mila euro.
...

Ci hanno già fatto la parodia, guardate che carina! Si chiama 50 sfumature di Earl Grey.


Ah, dimenticavo. Se per caso a qualcuno di voi fosse piaciuto 50 sfumature di grigio, oltre a farvi i miei complimenti per il cattivo gusto vorrei consigliarvi un libro che avevo letto anni fa e nel quale ci sono torture e abusi sessuali inseriti in una trama scadente, dove i personaggi sono stupidi e privi di senso, proprio come piace a voi. Il libro in questione si chiama "La notte dei vampiri" di Nancy Kilpatrick.

Illustrator ha finito di riflettere, torno a sgobbare. Buone frustate psicotiche a tutti.

10/02/15

Siamo circondati

Io vorrei davvero scrivere un po' più spesso in questo blog. E' che l'esistenza mi ingoia. In teoria non dovrei considerare il blog nemmeno adesso, visto che domattina ho revisione, ma soffro di quella particolare predisposizione a fare le cose giuste nei momenti più sbagliati. Quindi tra una maschera di livello e un pattern vi renderò partecipi delle mie seghe mentali odierne.

Ultimamente la mia faccia sta un po' meglio. Mi sto spalmando ogni giorno una crema multivitaminica. L'aspetto di una che è stata pestata da un tir si è mitigato, anche se le tracce dell'herpes ci sono ancora. Non ho mai avuto un herpes così incazzato in vita mia, ma che gli avrò fatto?

Ad ogni modo, stiamo andando fuori tema. Dovevo parlarvi delle mie seghe mentali, non dell'herpes. In questi giorni mi sento insofferente. E 'sempre più inarrestabile la consapevolezza di esser circondata da innumerevoli cretini. Nonostante i miei sforzi, la fiducia nel genere umano cala, cala, cala così tanto che mi viene da chiedermi: sarò io, forse, ad essere la vera cretina?

L'altro giorno ho sognato di essere un alieno verde e blu. Mi ero persa ed ero finita in una casa di italiani, erano tutti contenti, parlavano e mi offrivano cibo, io non capivo una parola perché nel sogno parlavo solo inglese. Chiedevo un telefono e loro non mi capivano. Allora ho provato a mimare il gesto di un telefono. Hanno continuato a parlare in maniera incomprensibile, un po' come Peter Griffin, ignorando completamente il fatto che io avessi bisogno di aiuto. A quel punto ho capito che stavano solo fingendo di non capirmi. Perché non gli interessava che io mi fossi persa, volevano solo fare caciara e godersi la mia presenza che, in quanto novità, era nuovo motivo di chiacchiere. Me ne sono andata tutta incazzata. Meglio perdermi nella foresta e crepare di fame che avere a che fare con degli ipocriti, ho pensato. Poi mi sono svegliata, mi sono ricordata com'è la realtà, e mi sono inviperita ancora di più.

Ma veniamo a qualche esempio di cretineria.

  • Expo 2015 è peggio di Zio Paperone.
    Di certo conoscerete già lo spot di reclutamento volontari per l'Expo 2015. Per chi non sapesse di cosa si tratta, l'Expo è un'esposizione internazionale che avverrà a Milano ad ottobre e che "sarà il più grande evento mai realizzato sull’alimentazione" e che muoverà un sacco di quattrini. Per far fronte all'alto tasso di disoccupazione giovanile, l'Expo ha pensato bene di fare la sua parte: offre posti di lavoro a 18.000 giovani. Gratis, naturalmente. La cosa ha fatto incazzare qualcuno perché, visto che sei "il più grande evento mai realizzato" e visti i milioni di euro che vi girano all'interno, qualche soldino avresti anche potuto scucirlo per questi ragazzi, non tanto per una questione etica, ma giusto per non far la figura del pezzente. Perfino quel taccagno dello Zio Paperone, ogni tanto, apriva il portafoglio per comprare il gelato a Qui Quo e Qua.

    Il signor Expo 2015 sembra ignorare che ogni azione ha delle conseguenze. Zio Paperone, per taccagneria, riciclava sempre la stessa bustina di tè, ve lo ricordate? Ecco, l'aspetto di Expo 2015 è esattamente come il tè di Zio Paperone: imbarazzante. Guardate queste immagini.

    E' chiaro che, se recluti solo gente disposta a lavorare gratis, nessun professionista sarà così folle da perdere il proprio tempo appresso a te. Esisteranno anche le eccezioni, ma è molto probabile che la maggior parte di coloro che hanno voglia di giocare al piccolo volontario sfaccendato siano persone che hanno delle passioni che coltivano in modo amatoriale. E, in ogni caso, un professionista non salariato fa un decimo di quanto sa fare. Perché sciupare energie se non ottieni nulla in cambio?

    La conseguenza è che, nonostante il signor Expo si autodefinisca come l'esposizione universale alimentare più figa dell'universo, se uno dovesse giudicare dalla sua pagina facebook e dalle foto che girano in rete, sembra una cosa fatta da dilettanti, sembra poco più di una sagra di paese. E se a guardare certe immagini ci fosse un tizio che deve decidere o no se investire dei soldi, beh.. io mi sento veramente in imbarazzo per loro.

    Ma avete visto, nello spot raccatta schiavetti, quante volte ripetono la frase "riceverai tanti mipiace"? Con chi credono di parlare, con bimbiminkia facebook addicted? Grazie al cazzo che poi si ritrovano dei fotomontaggi in stile Netlog.
  • Votare a favore del suicidio.
    Ok, noi siciliani siamo perlopiù imbecilli, visto che la lega ottiene una buona fetta di voti proprio dalla Sicilia. Io non voglio denigrare il mio popolo, ma certe volte è proprio difficile non farlo, è come se le mosche votassero a favore dell'insetticida, capite? Ad ogni modo, la Lega sembra aver finalmente capito che dirci che puzziamo e che valigia di cartone fa rima con terrone non è esattamente la mossa più furba da fare, visto che se non ci fossero i siciliani a votarli sarebbero con le pezze al culo. Così ha iniziato a leccare il culo al sud, certa che la nostra stupidità ci porterà a dimenticare le pesanti denigrazioni che ci riservava poco tempo fa. E Salvini ha avuto la faccia tosta di venire a Palermo. Quando l'ho sentito non potevo crederci. Avrei voluto andare a dargli il benvenuto, c'erano giusto un paio di uova scadute in frigo. Ma avevamo troppo da studiare e siamo rimaste rintanate in casa. Per fortuna, in molti hanno ritenuto Salvini un ottimo modo per disfarsi delle uova andate a male.
  • Il piccolo scheletro nell'armadio
    A me Heidegerr stava simpatico. In generale, tendo ad avere rispetto verso quelli che parlano in filosofese, perché amo pensare che, quando sparano minchiate, sono io che non riesco a capirli e non loro ad essere cretini. In questo caso, le pippe mentali di Heidegerr in merito alla tecnologia mi facevano provare una certa empatia nei suoi confronti, mi sentivo una piccola Heidegerina vittima e carnefice di un mondo tecnologicamente schifoso che provoca la natura e la sfrutta e, senza rendersene conto, si fa sfruttare dallo stesso stupido meccanismo che ha creato. Certo, alcune cose non le capivo, in particolare non mi è molto chiaro il suo concetto di storico nell'arte. Mi è così poco chiaro che ad un certo punto ho iniziato a pensare di non sapere realmente cosa significasse "storico" e l'ho cercato nel dizionario, purtroppo il dizionario ha confermato che storico significa storico e il rebus ha continuato ad infittirsi. Ad un certo punto un mio amico mi ha detto che Heidegerr aveva un piccolo scheletro nell'armadio: era filonazista e credeva che tutta la storia dell'umanità sarebbe stata risolta e conclusa da Hitler, e che gli ebrei erano votati all'autodistruzione. Guardate questo articolo!
Io mi sento turbata. Siamo circondati da cretini. Nemmeno i filosofi si salvano. Vorrei fuggire molto, molto lontano.

03/02/15

Sentirsi sbagliati

Fiona_Watson

Una vita intera passata a sentirsi sbagliati potrebbe dipendere dall'aver conosciuto numerose persone sbagliate. A scuola avrebbero dovuto insegnarci a distinguere l'umiltà dall'autoflagellazione, l'autocritica dall'autocommiserazione, l'essere niente agli occhi di qualcuno dall'essere nullità a priori. Davvero, chi ha stabilito che imparare la grammatica sia più utile rispetto alla possibilità di imparare a vivere?

Immagine di Fiona Watson

27/01/15

Il periodo inutile

periodo-inutile
Nella vita, tutti abbiamo dei periodi inutili. Non mi riferisco ai periodi brutti, dolorosi, disperati. Parlo di quelli inutili. Fastidiosi come quella singola zanzara che sta lì a ronzarti nelle orecchie e nemmeno ti morde, ma si ostina a svolazzarti intorno per tutta la notte.

I periodi brutti ti mandano in uno stato di disperata esasperazione, vorresti accoltellare qualcuno pur di uscirne. Quelli inutili, invece, stanno lì, ti si posano sulle spalle tipo gufi del malaugurio e tu vivi lo stesso, non è che non vivi, ma ti trascini addosso il peso di questo stupido pennuto che, di tanto in tanto, ti becca il naso, giusto per ricordarti che fai schifo.

Ecco, io sto passando uno di questi periodi.

Son quattro giorni che ho mal di testa. Son dieci giorni che ho un herpes gigantesco. Ci sono dieci gradi. Piove. Non ho il riscaldamento. Vorrei infilarmi sotto il piumone e svegliarmi a primavera. Invece devo fare cose. Vedere gente. Parlare, esporre, spiegarmi, farmi venire idee geniali e convincere la gente che potrebbero funzionare, sforzandomi di contenere l'imbarazzo quando la gente mi fissa l'herpes mentre parlo e ingoiando antidolorifici come se non ci fosse un domani.

Ieri notte stavo progettando delle scatole per il progetto di packaging. Le persone dormono e io intanto inscatolo. Ad ogni modo, non avevo cartoncino a sufficienza, ma era domenica. Tutto chiuso. Così ho fatto i modelli di studio in scala 1:2. Le scatole di Barbie. Immaginate me, con dieci gradi, tutta infagottata, a ritagliare ed incollare cose piccine, con il nastro biadesivo che mi si appiccicava sui guanti.

Fin quì, tutto bene. Avrei subìto in silenzio le angherie del mio periodo inutile. Oggi, però, dovevo spostare le scrivanie in un altro punto della stanza, perché domattina mi serve il pezzo di muro accanto alla finestra per fotografarci una persona. Con pazienza, ho svuotato tutto dal caos che abitualmente regna ovunque, poi mi sono abbassata per raccogliere una cartaccia sotto alla scrivania.

Crack.

Il collo.

Devo aver fatto un movimento sbagliato, perché da quel momento ho lo sternocleidomastoideo destro dolorante. Mentre vi scrivo sono rigida come una statua di sale. Ho provato a fare il movimento inverso, niente. Ho provato a star ferma, niente. Ho provato a massaggiare, niente. E così le scrivanie, vuote e linde come il culo di un bambino, stanno ancora lì, dove non dovrebbero stare.

E niente. Oltre all'herpes, al freddo, al mal di testa e alle scatole venute di merda, ora non posso nemmeno girarmi. E domani come cavolo faccio? Non mi resta che sperare che domattina il dolore, magicamente, sparisca. E programmare un viaggio a Lourdes. Ed infornare il gufo del malaugurio a 200° con qualche ortaggio infilato nel culo.

Volevo finire questo post elencando qualche nota positiva di questi giorni bui, giusto per non darla vinta all'uccellaccio rognoso, ma mi fa davvero male il collo. Vado a dormire. Se avete qualche ricetta per cucinare i gufi, fatemi sapere.



19/01/15

Igor Verniy e gli animali steampunk

Igor Verniy è un artista russo che realizza sculture steampunk a forma di animali utilizzando materiali riciclati da vecchi orologi e automobili. La particolarità di queste sculture è che assomigliano a dei giocattoli, in quanto è possibile muovere le ali, girare la testa, piegare le zampe. Li trovo veramente affascinanti.
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Ecco i video di alcune sculture di Igor Verniy in movimento:



Potete trovare altre sculture di Igor Verniy nella sua pagina facebook. Le opere sono acquistabili nel suo negozio etsy.
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