Zucchero Nero
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06/10/15

Invincibili

invincibili

Facciamoci un piercing ora, mi dicevi. Sai, ho sempre sognato di averne uno proprio qui, sotto alle labbra.
Ho voglia di bucarmi, ripetevi. Ho voglia di bucarmi! Quasi urlavi, mentre la gente passava al tuo fianco. Facevi in modo che ti sentissero tutti, che credessero parlassi di eroina, impegnandoti a suscitare disprezzo. Non ho mai compreso il gusto che provi a mostrarti sbagliata, il più sbagliata possibile, nonostante tu fossi una delle persone più giuste che io abbia mai conosciuto.

Eroina. Che sarà mai l'eroina in confronto alle nostre menti, ai nostri occhi che per loro natura distorcono il mondo in fiaba o in pantomima grottesca. Forse è per questo che abbiamo così tanto bisogno di verità. E' come se il reale a noi non fosse concesso.

C'era un tempo in cui eravamo noi ad essere eroine. Nonostante tutto intorno cadesse a pezzi, trovavamo conforto nel nostro lirismo. Ti ricordi delle schegge di corallo sulla pelle del mare e dei fiori che crescevano nel niente e di te incastonata nella roccia e dei miei capelli cangianti e di te nella sala d'aspetto che parlavi con mia madre e di tuo padre che ci guardava dalla barca e del nastro isolante che mettevamo dappertutto e di me che ti fotografavo e di te che mi dicevi cose orribili e di me che restavo impassibile perché sapevo che non erano vere e di tutte quelle cose che ci siamo perdonate a vicenda perché tanto nessuna delle due sarà mai perfetta.

Se non lo facciamo ora non lo faremo più il piercing, mi dicevi, andiamo a bucarci. E io pensavo ai nostri denti fragili. Ai tuoi denti di cristallo, ora piegati in un ghigno rabbioso. Vorresti mordere tutti.

E quanta gente c'era, quel giorno. Un fiume in piena. E io non vedevo nessuno ma tu vedevi tutti. Se smetti di ascoltare puoi immaginare di essere a New York, ti dicevo. Tentavo di arginare i tuoi loop rabbiosi e nel frattempo raccoglievo i cocci di te, provavo ad incollarli insieme, fingendo di non essere rotta a mia volta.

A volte penso che qualcuno dovrebbe scrivere di noi, di te che mi imboccavi in quel bar e di me che buttavo gli occhi al cielo ma che nel frattempo pensavo a quanto siamo cambiate, quanto siamo diverse dai tempi in cui ci era difficile anche solo dividerci una pesca. Quanto siamo diventate forti, siamo così forti, siamo ormai invincibili.
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