Zucchero Nero
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15/07/16

La grande abbuffata di luce fittizia

Nero era il giorno in cui Gretel s'illuse. C'era una casa di marzapane, un'amabile strega e del cibo, tanto cibo, infinito cibo. Gretel affamata quel giorno s'illuse. Gretel abbandonata nel bosco da lei stessa, Gretel sorella di Nessuno, Gretel divenuta ingorda ingoiava quella luce fittizia, ingoiava ed ingoiava, come tutti. Tutti gli ospiti dell'amabile strega si ingozzavano con cupidigia. Mangiavano i muri, le porte, le teiere, i soprammobili, le birre, le passeggiate per strada, il fresco della sera, gli scherzi e le risa, i vestiti nuovi, gli smalti, le serie tv, i caffè al bar, tutto era fatto di zucchero ed ognuno aveva il suo dolciume preferito per rimandare il reale. Nessuno capiva che quella grande abbuffata era in realtà un suicidio lentissimo: mangiando, divoravano loro stessi, le loro stesse vite.

Nessuno se ne accorse.
Nessuno s'era rifiutato di mangiare quel cibo fittizio, diventando invisibile. Nessuno era così debole, ma si dimostrò il più forte di tutti. Nonostante fosse marcio, disgustoso, detestabile, insignificante, era l'unico ospite della casa di marzapane che aveva avuto abbastanza coraggio da guardare in faccia la Verità.

La Verità era immensa, goffa, ingombrante, sbatteva sulle facce di tutti. Qualcuno si lasciava schiacciare dal suo peso e rimaneva inerme. In molti la spingevano via, fingendo che non esistesse. In fondo, era troppo comodo continuare a mangiare e lasciare che il proprio tempo finisse.

(Illustrazione di Jesse Schaller)

1 commento:

  1. Questo pezzo è forte come un pugno nello stomaco... ed è dannatamente bello!

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